Villalago Editoriali
23 Febbraio 2026, 00:01
Il lunedì del direttore
In morte dell’amico Angelo Di Gennaro
Roberto Grossi
Caro Angelo, mentre scrivo questo ricordo della nostra amicizia tanto è l’affanno per impedire alle emozioni di sopraffarmi. Di lassù sento il tuo incoraggiamento a scrivere della nostra intensa amicizia, nata non per interessi materiali, ma per intese culturali.
Il nostro era il “folle interesse” di portare avanti un giornale in cui poter rendere pubbliche le nostre idee, raccontare la storia dei nostri paesi e dar voce a chi voce non ha. E i giornali sono due: quello quotidiano on line e la rivista quadrimestrale.
Sono trascorsi 36 anni dal giorno in cui ci siamo avvicinati. Una vicinanza che nel tempo è divenuta sempre più stretta fino a divenire un’amicizia fraterna, coinvolgendo anche le nostre rispettive famiglie.
Angelo era laureato in psicologia e si era specializzato in psicoterapia. Ha svolto la sua attività professionale per molti anni presso il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma2. Collaborava attivamente con l’Istituto di Psicologia del CNR nell’ambito della ricerca sulla valutazione dei servizi psichiatrici prevista dal “Progetto Finalizzato alla Medicina Preventiva e Riabilitativa”. Ha fatto parte del Direttivo Nazionale di Psichiatria Democratica. Numerose sono le sue pubblicazioni sul tema della salute mentale.
Era con Franco Basaglia, tra quelli che hanno lottato per la chiusura dei manicomi.
Per i nostri due giornali aveva una rubrica fissa, dal titolo “Racconti di politica interiore”, iniziata nel maggio del 2014, con cadenza mensile. Col tempo nel “Gazzettino on line” erano divenuti veri e propri saggi “voluminosi”. Sono quadri dei complessi avvenimenti svoltisi a Scanno, da essere nel loro insieme degli “Annali”.
I suoi articoli, intessuti di sociologia e psicologismo, erano concentrati soprattutto sull'analisi psicologica dei personaggi e dei fatti. Con i suoi scritti ci ha insegnato che la “follia” assume significato se osservata nell’intreccio delle dinamiche relazionali al fine di aiutare a capire qualcosa di più della cosiddetta “normalità”.
Nei “Sabati Letterari” al Caffè Pan dell’Orso, che insieme abbiamo tenuto nel mese di Agosto per quindici anni, le sue relazioni erano di grande umanità. I malati mentali erano presentati come portatori di grandi e inediti saperi, quelli dettati dall’esperienza della sofferenza e della continua ricerca di una soluzione possibile ai problemi detti “psichiatrici”.
Per Scanno, suo paese natio, per la sua gente, ha scritto due libri: “Pastori nell’anima - Omaggio ai pastori di Scanno e alle loro famiglie” e “I minatori di Monteneve - Dignità e Coraggio - Una forma di resilienza collettiva”.
Egli viveva a Roma e c’incontravamo a Scanno nel mese di Agosto. Eravamo in contatto nel resto dell’anno con telefonate e messaggi.
Nei nostri incontri c’era anche il compianto Giorgio Morelli. Entrambi restano per me, che vivo a Villalago, indimenticabili perché culturalmente mi davano molto. Mai un contrasto tra di noi.
Poi sono arrivati la malattia, i ricoveri in ospedale e infine la morte, giunta a sollevarlo dalla sofferenza.
Mi ha raccontato la moglie Lucia che è andato incontro a sorella morte col sorriso, e per dirla come san Francesco raccomandava ai suoi fraticelli di andare per il mondo, “Con cuore lieto e allegra faccia”.
L’anno scorso ho pianto Giorgio ed ora Angelo. Sono più solo e i nostri due giornali sentiranno la loro mancanza.
Cari amici ora voi siete nel “Mondo della Verità”. Vi prego fatemi posto vicino a voi, perché quando verrà la mia ora, desidero rivedervi e stare ancora a parlare di Scanno, Villalago e di tutta la nostra Valle del Sagittario. E chissà, se il nostro Signore ci darà il permesso, di poter redarre un giornale, che parli di Pace, di Carità e di Amore per tutti gli uomini.
A rivederci Angelo! che il Signore ti abbia in gloria!

