In morte del filosofo Dario Antisei

Il professore è morto all'età di 86 anni nella sua abitazione di Cesi di Terni, dopo una lunga malattia. Dario Antiseri è stato e sarà ricordato come un grande filosofo, uno studioso che ha interpretato la professione accademica, senza ritrarsi nella “torre eburnea”, irraggiungibile e incomprensibile ai più. Antiseri ha rappresentato nel migliore dei modi la figura del filosofo dei nostri tempi: tanto colto quanto disponibile a incontrare le istanze della contemporaneità, a discutere con tutti, a cominciare dai giovani studenti che incontrava in aula; ed è proprio su questo aspetto della sua vita di studioso che vorrei incentrare il mio ricordo
Allievo di Karl Popper, del quale aveva diffuso in Italia il pensiero anche attraverso una delle più note biografie pubblicata per Rubbettino, aveva applicato il razionalismo scientifico dell'epistemologo austriaco a vari ambiti del sapere e dello spirito.
Il suo ultimo lavoro, pubblicato da Rubbettino aveva un titolo che rappresentava a pieno il suo percorso di ricerca "I dubbi del viandante", caratterizzato dal rifiuto di ogni dogmatismo. 
I suoi allievi, tra cui lo stesso editore Florindo Rubbettino, ricordano la passione, la dedizione e l'umanità con cui svolgeva il proprio ruolo di docente universitario presso la LUISS Guido Carli di Roma. A riprova di ciò basti ricordare che è stato autore, insieme a Giovanni Reale, di uno dei più diffusi manuali di storia della filosofia per i licei. 

    La sua produzione saggistica è stata assai vasta. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in vari paesi esteri compresi la Cina e la Russia. 
Antiseri un alfiere della “società aperta”, di quella speciale interpretazione dei rapporti tra persone ed istituzioni che il filosofo ha contribuito a far conoscere in Italia, dopo averla appresa e studiata direttamente da Karl Popper. Proprio ad Antiseri, al suo amore per la libertà, per la scienza, per la mente critica, nonché alla sua caparbietà che si è spinta fino al contrasto con una parte significativa e dominante della scena filosofica e culturale italiana, dobbiamo la pubblicazione nel nostro paese di un caposaldo della cultura politica liberale come La società aperta e i suoi nemici di Popper, tradotta dallo stesso Antiseri e pubblicata per i tipi di Armando nel 1973.
 Antiseri era anche un uomo di fede: amava sinceramente la Chiesa e nutriva una profonda passione per Cristo.