Scanno Editoriali
5 Ottobre 2026, 00:10
Il lunedì del direttore
Una multa al Lago di Scanno per sosta in spazio riservato alle moto
Roberto Grossi
Nulla da recriminare per la multa. Ho parcheggiato l’auto occupando lo spazio riservato alle moto al “Parco dei Salici”, alias “Prati del Lago”, e l’agente accertatore ha fatto semplicemente il suo dovere.
Sabato mattina, 3 Ottobre 2026, arrivato al lago (lato Scanno) verso le 10:30, ho lasciato la macchina a cavallo di due dei ventisei stalli riservati ai motocicli. Certo, non ho impedito a nessuno di parcheggiare, visto che gli spazi erano tutti liberi. Ero lì perché un nostro lettore mi aveva segnalato lo stato in cui versa l’area dei prati, dopo la rimozione dei bagni prefabbricati.
Le foto scattate parlano chiaro: incuria e abbandono. Gli attacchi per l’acqua e quelli per gli scarichi fognari emergono pericolosamente dal suolo, con alcuni tubi per i liquami rotti.
Mi sono poi soffermato a parlare con un operatore turistico della zona, che ha rincarato la dose, lamentando non solo il degrado ma anche la presenza di auto parcheggiate selvaggiamente nel prato destinato al picnic, che finiscono per rovinare il manto erboso, per l’assenza di staccionate.
Al ritorno per riprendere la macchina, ecco la multa sul parabrezza: meritatissima, in base all'articolo 157 (commi 5 e 8).
Se Madre Natura ha deciso di donare agli abitanti delle terre alte dell’Appennino abruzzese un lago - un tempo pescoso, fonte di sostentamento per tante famiglie e risorsa per l’ortofrutticoltura grazie al suo microclima - oggi quel dono sembra a esclusivo appannaggio di un turismo che emargina sempre più i residenti. Lo spazio rivierasco, nei pressi del Santuario della Madonna del Lago, è diventato il regno incontrastato dei motociclisti, tra rumori assordanti proprio accanto a un chioschetto che inviterebbe invece alla quiete e alla conversazione sommessa. E non è uno spazio libero, essendo soggetto a tariffa oraria.
Pensavo a Pescara, dove ho trascorso di recente alcuni giorni: lungo la riviera sud, i parcheggi a pagamento tornano gratuiti per i pescaresi nei mesi di chiusura degli stabilimenti balneari, per permettere a tutti di passeggiare e godersi la riviera in libertà.
Andare al chioschetto di Silvestro con la costante preoccupazione che arrivi la polizia locale a multare l'auto non è di certo una sosta serena o rilassata.
- Ma perché fermarsi proprio ai posti delle moto?
- E perché non far posteggiare i motocicli dove si trovano quelli delle auto, lontano dalla riviera del lago?
- Semplice: perché il parcheggio è a pagamento e gli stalli di sosta con le moto sono il doppio.
Mi arrendo. Andrò a pagare la sanzione, perché Socrate mi ha insegnato che le leggi vanno rispettate, lottando però per cambiarle se si rivelano ingiuste.
Platone racconta che la mattina in cui il filosofo, condannato a morte, avrebbe dovuto bere la cicuta, l’amico Critone - ricco mercante ateniese che aveva corrotto le guardie - si presentò da lui dicendogli: «Forza Socrate, usciamo, le guardie non ci sono, puoi andartene liberamente».
E Socrate, di rimando: «Non posso. Immagina che, mentre esco, mi si presentino le Leggi e mi dicano: "Proprio tu, Socrate, che hai sempre sostenuto che le Leggi vadano rispettate, ora ci tradisci?”. Non posso, Critone! Devo accettare la condanna, sebbene ingiusta, e morire in nome del rispetto delle Leggi».
Un insegnamento alto, altissimo, quello di Socrate. Forse è arrivato il momento di far sentire la nostra voce agli amministratori comunali, perché quello spazio torni a misura d’uomo, libero da qualsiasi tassazione e non dato alle moto che creano un inquinamento acustico e da smog in uno degli angoli più fragili e belli del nostro territorio.





