La Plaja, San Martino e Cardella innalzano a Scanno le “Glorie” per il “Santo Soldato”

Le tre contrade di Scanno (La Plaja, San Martino e Cardella) sono da giorni impegnate a innalzare nei rispettivi colli le Glorie di San Martino,  enormi cataste di legna a forma di parallepipedo, poggiate sulla base inferiore, che svettano per circa 20 metri.
Queste cataste vengono preparate dai più giovani del paese, che si dedicano con passione alla raccolta di legna e frasche per riempire il quadrilatero segnato da quattro palanconi.
Le Glorie di San Martino sono una delle tradizioni più suggestive di Scanno. È un evento che unisce riti legati al fuoco, folklore, socialità e gastronomia, celebrato ogni anno la sera del 10 novembre, alla vigilia della festa di San Martino. La tradizione del fuoco in questa data, in molti paesi dell’Abruzzo, è detta "capodanno contadino”, perché coincideva con la fine dell'anno agrario, con la conclusione dei contratti di lavoro nei campi e la fine dei cicli legati alla pastorizia e all'agricoltura, ma anche “Capetièmpe” (il capotempo), il capodanno agrario dei popoli italici. L'accensione dei fuochi serviva per esorcizzare l'arrivo del rigido inverno abruzzese, scacciare le tenebre e propiziare la rinascita della terra.
L’Abruzzo è una terra storicamente nota per i suoi inverni. È Natalia Ginzburg, costretta al confino a Pizzoli (L’Aquila) insieme alla sua famiglia dal regime fascista, a evidenziare nel suo “Inverno in Abruzzo” quanto questa regione “non abbia che due stagioni: estate e inverno”. Della stessa opinione fu, molti anni dopo, anche il giornalista Giorgio Manganelli, che definì l’Abruzzo una “fabbrica del freddo”, in riferimento ai suoi inverni rigidi e costrittivi.
Nel pomeriggio del 10 novembre sui tre colli ci saranno gli Scannesi (ragazzi, giovani e adulti), appartenenti ai relativi rioni, in attesa del calar della sera quando, in perfetta sincronia, le Glorie verranno date alle fiamme.
Intanto ogni giorno i “Glorianti” salgono sul proprio colle di riferimento per portare a termine la Gloria, affinché possa essere pronta per la vigilia della festa del “Santo Soldato”.