Europa Cronaca
12 Ottobre 2026, 00:03
Il Nobel per la Pace è andato alla giurista che ha accusato Israele di genocidio
Stefano Baudino
Per una volta, il Premio Nobel per la Pace sembra andare in direzione opposta ai desiderata di Washington e dei suoi alleati. A vincere l’edizione 2026 è infatti una figura particolarmente sgradita a Israele: Navanethem «Navi» Pillay, 85 anni, giurista sudafricana che ha dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani e del diritto internazionale. Nel settembre 2025, alla guida di una commissione d’inchiesta indipendente istituita dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU, aveva accusato Tel Aviv di aver commesso un genocidio nella Striscia di Gaza. La decisione del Comitato norvegese ha scatenato la durissima reazione del governo israeliano, secondo cui il riconoscimento avrebbe legittimato «la più grande menzogna del XXI secolo».
Nata il 23 settembre 1941 in un sobborgo povero di Durban, da famiglia di origine indiana tamil, la vincitrice del Nobel Pillay ha subito l’apartheid fin dagli anni universitari. Per trent’anni, da avvocata, ha difeso gli attivisti anti-apartheid, Nelson Mandela compreso. È stata la prima donna non bianca a sedere come giudice nell’Alta Corte sudafricana, poi giudice e presidente, dal 1999 al 2003, del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Lì, nel processo a Jean Paul Akayesu, arrivò la prima condanna per genocidio di una corte internazionale. Successivamente ha lavorato come giudice della Corte penale internazionale e, dal 2008 al 2014, come Alta Commissaria ONU per i diritti umani.
L’anno scorso, alla guida della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente dell’ONU sui territori palestinesi occupati (organismo che non parla a nome dell’intera istituzione), Pillay ha firmato il rapporto, pubblicato il 16 settembre, secondo cui Israele ha commesso «quattro dei cinque atti genocidari» previsti dalla Convenzione del 1948. Il testo accusa inoltre il presidente Isaac Herzog, il premier Benjamin Netanyahu e l’allora ministro della Difesa Yoav Gallant di aver incitato al genocidio. «La Commissione stabilisce che Israele è responsabile di commettere un genocidio a Gaza. È evidente che sussiste l’intento di distruggere i palestinesi di Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti nella Convenzione sul genocidio», dichiarò Pillay. Israele respinse le conclusioni definendole «distorte e false». (indipendente)

