Pescara e Provincia Interventi
4 Gennaio 2026, 00:37
Dichiarazione del sindaco Carlo Masci sulla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore
In replica al consigliere Paolo Sola
Redazione
"Il consigliere Sola dovrebbe indicarmi una sola frase, da me pronunciata, in cui avrei dichiarato che la nuova città di Pescara non si deve più fare. Non l'ho mai detto, anche se Sola me lo contesta. È giunto il momento che il consigliere comunale dei Cinque Stelle, rimasto solo in Consiglio comunale per mancanza di voti del suo partito, getti la maschera pirandelliana che indossa ogni volta che fa dichiarazioni contro l'Amministrazione comunale. Mi pare che stavolta abbia davvero superato il limite, interpretando "pro domo sua" la relazione predisposta dall'Ufficio di fusione al punto da attribuirmi frasi mai pronunciate. Mi costringe, quindi, ad intervenire per smentire totalmente e categoricamente le sue affermazioni prive di aderenza alla realtà. La relazione da me letta in aula nei giorni scorsi metteva in evidenza, per senso di responsabilità e correttezza, le criticità emerse nel corso delle attività, ciò al fine di poter proseguire con efficacia verso la nuova città. Con i sindaci degli altri due Comuni interessati alla fusione, Montesilvano e Spoltore, stiamo continuando a lavorare e, proprio alla luce delle attività che stiamo portando avanti, abbiamo avuto modo di riscontrare e segnalare quali sono i problemi da superare. In un processo così delicato come quello della fusione, che ho sempre voluto e sostenuto, credendo fortemente nelle potenzialità del nuovo territorio, abbiamo toccato con mano che ci sono delle questioni da approfondire e risolvere, e non certo la soluzione può essere quella di nascondere quello che non funziona, e che abbiamo constatato proprio durante questo "cammino" comune. Quando dico noi, mi riferisco
a noi amministratori impegnati sul fronte della fusione: di certo non avrebbe potuto farlo chi parla dai banchi della minoranza, lanciando slogan inutili, e così dicendo penso anche a chi non ha fatto niente quando poteva, cioè quando governava. Non possiamo dimenticare che dal 2014 (anno del sì al referendum da parte dei cittadini) al 2018 il tempo è passato inesorabilmente senza che la sinistra (di cui i 5 Stelle sono oggi fedeli alleati), allora al potere dovunque, muovesse un dito per dar vita alla nuova città di Pescara. E proprio in quegli anni era necessario crederci e dare una spinta determinante a quel processo voluto dal popolo. Anche la legge partorita stancamente soltanto nel 2018 dalla Regione, quando il governatore D'Alfonso stava lasciando l'Abruzzo per il seggio romano, era inattuabile, per cui la Regione a guida centro-destra ha dovuto modificarla nel 2023 con una nuova legge. È troppo facile parlare dalla minoranza e dare lezioni teoriche di buona amministrazione mentre i sindaci stanno portando avanti da soli questa operazione imponente (e non dimentichiamo che uno dei tre sindaci è Chiara Trulli, espressione della compagine sinistra-cinquestelle) che è molto più grande dei singoli Comuni, e che quindi andava in qualche modo condotta dalla Regione sin dal principio. Appare più che naturale, direi fisiologico, che ora intervenga nuovamente proprio la Regione, che ha già legiferato in materia, per inserire tutti quegli elementi aggiuntivi che consentano di andare avanti, cioè di proseguire oltre gli ostacoli emersi. A chi fa finta di non vedere, a chi sa solo dare giudizi privi di contenuti reali, puntando l'indice accusatore dalla parte sbagliata, ricordo che da dopo il COVID - che ci ha bloccati a lungo - siamo impegnati per raggiungere i vari obiettivi fissati: abbiamo già accorpato molti servizi, e devo riconoscere a Montesilvano e Spoltore, i cui sindaci non hanno mai nascosto le proprie remore e i propri dubbi sulla fusione, un lavoro costante nel solco tracciato dalla legge regionale. Tutto ciò, però, deve essere invisibile ai Cinque Stelle, che, pur avendo un numero di rappresentanti nelle istituzioni sempre più esiguo, pontificano sull'operato non di uno ma di tre Comuni, e contestano qualsiasi cosa si faccia. I cittadini, per fortuna, sono molto più intelligenti di quello che pensano i Cinque Stelle, riconoscono bene chi si impegna sempre, pur in mezzo alle tante difficoltà che ci sono e chi, invece, sa solo straparlare senza dare alcun contributo contenutistico e di serietà al dibattito, né, tanto meno, si adopera per raggiungere un risultato".

