A SCANNO IERI SERA È ANDATO IN SCENA ALL'APERTO IL “PRESEPE NEL PRESEPE”

Da Via Roscelli alla Codacchiola, le stradine, i vicoli, gli androni di Scanno ieri tre gennaio, a partire dalle ore 18, sono stati animati dal “Presepe nel Presepe”, organizzato dalla Parrocchia e da varie associazioni. Protagonisti sono stati gli stessi abitanti, di Scanno e Frattura, che hanno ricreato dal vero scene di vita quotidiana, con i mestieri più comuni dell’artigianato e della pastorizia. 
In un percorso del tutto nuovo rispetto alle precedenti rappresentazioni, si incontravano le varie categorie di figuranti intenti a svolgere dal vero la propria attività. Personaggi reali che si sono aggiunti alle figure simboliche della Natività: il Bambino Gesù con Giuseppe e Maria.
Protagonisti sono stati gli ultimi nati con i loro genitori: Cristina Lavillotti, Michele Tarullo, Anna Cetrone, Giorgia Robello, Diana Bottigliero, Martina di Cesare, Victoria Silla Fronterotta, nella capanna posta ai piedi della Codacchiola, con i Re Magi nelle vicinanze. 
Personaggi veri erano i pastori a guardia del loro bestiame, soprattutto pecore e capre in appositi recinti, il pasticciere, l’orafo, il calzolaio, lo  scultore del legno, il fabbro, ma anche mestieri contadini del gruppo di Frattura.
Molte le figure femminili nel costume tradizionale, intente ad impastare la farina, a lavorare la lana, a ricamare e ad eseguire il merletto al tombolo. Un gruppo di giovani rallegrava il via vai delle persone con canti della tradizione dialettale. A metà percorso, come se stessero lì a vigilare, c’erano due cavalieri dell’epoca dell’antica Roma.
Una pioggerellina ha reso ancora più magica l’atmosfera con la messa in scena del presepio in quartieri del centro storico sempre meno abitato.
Il gruppo Alpini di Scanno ha offerto a tutti i visitatore il vino brulé. 
Da sottolineare che a vestire il costume erano per lo più bambine e ragazze che in coppia sedevano sulle cimmose o all’ingresso delle case.
Va detto, a sentire i commenti, che la sacra rappresentazione è stata molto apprezzata, perché bella nella sua essenzialità.