TUTTI IN FILA AL RISTORANTE SNAM

Si parla di ristori e tutti si mettono in fila per sedersi ai tavoli del ristorante Snam. Sperando naturalmente che l’oste offra dei piatti sostanziosi. Ma dove erano tutti questi clienti quando la Snam con le sue ruspe spianava Case Pente?
Quando installava il suo cantiere illegale? Quando devastava la più importante area archeologica della Valle Peligna? Quando distruggeva l’ambiente eliminando il corridoio faunistico dell’Orso bruno marsicano e tagliando illegalmente centinaia di alberi di ulivo? Quando si apprestava a mettere sotto i nostri piedi una vera e propria bomba ad orologeria?
Stiamo parlando delle forze politiche di Sulmona - di maggioranza e di opposizione - che in tre anni, da quando la multinazionale del fossile ha aperto il cantiere della centrale, non hanno mai preso posizione per denunciare il disastro che la Snam sta compiendo contro il nostro territorio.
Ora c’è anche chi rivendica all’amministrazione Di Piero il merito di aver fatto i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, ma dimentica di dire che sono ricorsi fatti con il mal di pancia e che non ci sarebbero mai stati se i comitati ambientalisti non avessero premuto con insistenza. 
Ma, oltre ai ricorsi, cos’altro si ricorda della sindacatura Di Piero? Il nulla. Anzi no, una cosa resterà negli annali della città, e cioè che il vicesindaco di allora, dopo aver promosso i ricorsi, è passato armi e bagagli al servizio della Snam come progettista e direttore dei lavori del cantiere logistico della centrale. 
Il nulla è continuato anche dopo la caduta della giunta Di Piero. Durante la campagna elettorale c’è forse qualcuno che ha sentito pronunciare la parola “Snam” dai quattro candidati a Sindaco? Poi è arrivato Luca Tirabassi, il Sindaco più silenzioso d’Italia, detto anche il “dottor Divago”, il quale non poteva non eseguire le direttive del suo mentore, Marsilio il capitolino, aperto sostenitore dell’invasore Snam.
E l’opposizione in Consiglio comunale, fino ad ora silente, cosa fa? Anziché incalzare il Sindaco per il suo comportamento da autocrate de noantri che sta producendo solo danni alla città, si limita a chiedere conferma di cose, come la trattativa con la Sman, che ormai sono ampiamente di dominio pubblico. 
Insomma, siamo messi davvero bene. Ormai, nella nostra classe politica non c’è più nessuno che abbia il coraggio di Franca Viola, la giovane siciliana che nel 1965 difese la propria dignità rifiutando le nozze riparatrici con il suo stupratore. C’è solo la corsa ad aggiungere qualche tavolo in più al ristorante Snam.
Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile