Scanno Cultura
26 Gennaio 2026, 06:43
Ostensione del corpo di San Francesco per gli 800 anni dalla morte del Santo
La Comunità Parrocchiale di Scanno in pellegrinaggio ad Assisi lunedì 9 marzo 2026
Redazione
Nel 2026, ricordiamo l’ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco. “Ricordiamo” e non “celebriamo”, perché la morte non si celebra, ma al limite si ricorda. Ricordare la morte di Francesco significa celebrarne la vita: ciò che egli è stato, ciò che è per noi e – soprattutto in questo calendario – ciò che egli è in noi e in mezzo a noi.
Cogliendo la felice ricorrenza del Transito del Santo, la Comunità Parrocchiale di Scanno ha voluto rinnovare la propria devozione ed il proprio affetto verso il Poverello d’Assisi con l’Anno Giubilare Parrocchiale, aperto con la solenne Celebrazione Eucaristica di ieri 25 gennaio, presso la Chiesa di Sant’Antonio, presieduta da S.E. Mons. Michele, Vescovo di Sulmona-Valva.
Uno dei momenti di particolare spiritualità previsti in questo Anno di grazia, come l’ha definito Papa Leone XIV nella lettera in occasione dell’apertura dell’VIII centenario della morte di San Francesco, sarà il pellegrinaggio del 9 marzo ad Assisi, per la venerazione delle spoglie mortali del Santo Poverello, durante la prima storica ostensione pubblica e prolungata del corpo del Santo, si terrà dal 22 febbraio al 22 marzo 2026 nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi.
Nel contesto del 48° anniversario della ricognizione del corpo di san Francesco d’Assisi, che è caduto sabato 24 gennaio 2026, e in vista delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del Santo (1226–2026), torna di particolare attualità l’evento che, tra il gennaio e il marzo del 1978, segnò una tappa importante nella custodia delle sue spoglie.
Il 24 gennaio 1978, per disposizione di Papa Paolo VI, ebbe inizio una nuova ricognizione canonica del corpo di san Francesco d’Assisi, condotta da una commissione pontificia di esperti sotto la supervisione della Santa Sede. Questa operazione non rappresentò una traslazione completa, ma una rinnovata verifica scientifica e conservativa delle spoglie del Santo, già oggetto di precedenti ricognizioni storiche e canoniche.
L’obiettivo principale fu quello di confermare e aggiornare i dati già acquisiti nei controlli precedenti, e al tempo stesso di effettuare un migliore intervento di tutela e conservazione delle ossa e dei resti mortali.
Durante questa ricognizione, il corpo di san Francesco fu sistemato in una piccola cassa di plexiglass trasparente, che consentiva di preservare meglio le spoglie e di proteggerle da agenti esterni. Questa cassetta fu quindi collocata all’interno dell’antica cassa bronzea risalente al 1820, la quale, a sua volta, fu riposta nell’originale urna di pietra situata nella cripta della Basilica di San Francesco ad Assisi.
Il lavoro di ricognizione si protrasse per oltre un mese e si concluse il 4 marzo 1978, giorno in cui i resti furono ricollocati nella loro sede definitiva nella Tomba sotto l’altare della Basilica inferiore.
Questa operazione ebbe un’importanza rilevante non solo dal punto di vista scientifico e conservativo, ma anche spirituale: la cura riservata alle spoglie del Poverello di Assisi si inserì nella lunga tradizione di venerazione del Santo, segno concreto della continuità della fede e dell’affetto del popolo cristiano verso colui che, con la sua vita, testimoniò in modo radicale il Vangelo.
Nel quadro delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco (1226–2026), la memoria della ricognizione del 1978 acquista oggi un significato ancora più profondo. In tale contesto si colloca anche la ostensione del corpo del Santo, prevista nel corso del 2026, che offrirà ai fedeli e ai pellegrini un momento di particolare intensità spirituale, invitandoli a sostare davanti alle sue spoglie non come a una semplice reliquia storica, ma come a un segno eloquente della sua eredità spirituale sempre attuale per la Chiesa e per il mondo. (da I Percorsi di San Francesco)

