Scanno Tradizioni
17 Gennaio 2026, 06:57
Oggi Sant'Antonio Barone: a Scanno si rinnova la tradizione dell'offerta delle “Sagne con la ricotta”
Redazione
Oggi, 17 Gennaio, Scanno festeggia S. Antonio Abate con la distribuzione delle “Sagne con la ricotta”. È un’antica tadizione che risale ai tempi dei chierici ospedalieri di Sant'Antonio Abate, quando a Scanno (XIV-XV) avevano un monastero e usavano offrire ai poveri un piatto di sagne, condite con la ricotta, per ricordare il Santo, di nobile famiglia, che si era spogliato di tutti i suoi averi, prima di ritirarsi eremita nel deserto.
È detto Barone dagli Scannesi perché nel rione dov’è la sua chiesa vi abitava un barone caritatevole, ma anche perché i Santi sono i Baroni della Chiesa.
Le sagne con la ricotta è una minestra semplice, tipica della cucina pastorale scannese, ma per effetto della globalizzazione culinaria, forse è soltanto nell’occasione della festa di Sant’Antonio che si riesce a gustarle.
È una consuetudine antica rimasta invariata, l’unica simbologia della festa che, oltre alla celebrazione religiosa, non ha altre forme comuni ad altri luoghi. Le sagne verranno cotte in un grosso caldaio mentre si celebra la santa messa. Al termine saranno benedette dal parroco e poi distribuite ai presenti.
La chiesa, dopo il restauro del 2000, si presenta sobria, accogliente e luminosa per le pareti bianche e le due finestre ovali ai lati dell’unico altare, con la statua di Sant’Antonio rappresentato con abito monacale e i simboli che si riferiscono alla sua vita. Nel fregio sovrastante è scritto: “SEMPER EXTINXIT IMPETUM IGNIS, OBTURATQUE ORA LEONUM INFERNALIUM (Ha spento per sempre l’impeto del fuoco e ha chiuso le fauci dei leoni infernali) dalla lettera agli Ebrei di San Paolo. Può essere un riferimento al miracolo del fuoco operato dal Santo.
Ieri seram 16 Gennaio, vigilia della festa, è stato acceso un fuoco davanti alla chiesetta del Santo e distribuiti panini con la porchetta, offerti da Augusto Maiorano, non venendo meno a quanto iniziato da suo padre per lo scampato pericolo, dopo aver implorato il Santo, dal fuoco che stava incendiando il tetto della sua casa in fondo alla Codacchiola.
Oggi alle ore 10,30, ci sarà la celebrazione della Santa messa. mentre fuori in un grosso caldaio verranno cotte le sagne, condite con la ricotta. Alle ore 11,30, dopo la benedizione del parroco, verranno distribuite ai presenti. C’è chi le mangerà subito, e chi le riporterà a casa nei più disparati contenitori, compreso gli antichi “tragne”.
Su questa sentita e antica tradizione riportiamo quanto descritto nel 1879 da Antonio De Nino, demologo, nel primo volume di “Usi e costumi Abruzzesi” dal titolo “Una cucina innanzi alla chiesa”.
Scanno sta a metri 1050 sul livello del mare. Nella festa di sant’Antonio abate, ai 17 gennaio, è raro che non si battano i denti! Eppure, i procuratori della festa, tetragoni ai colpi di freddo, sempre, già s’intende, per devozione del santo, fanno il giro del paese per raccogliere farina, legumi, uova e altro. Con la farina fanno una immensa quantità di lasagne: dette nella lingua nostrale, in moltissimi luoghi , semplicemente sagne. Si accende poi un gran fuoco innanzi la porta della chiesa; e, sopra un gran treppiedi, posa un caldarone con fagioli e acqua e sale e olio, se di venerdì o sabato, o col semplice lardo, se di altro giorno. Il caldarone bolle; le lasagne sono capovolte nel recipiente; sono già cotte. Intorno alla sacra cucina è la folla dei divoti famelici. Chi ha un piatto preparato, chi una zuppiera, chi il tegame, chi la scodella, chi la pignatta…; e tutti si lamentano del ritardo. – Attendete un altro poco… siate un po’ cristiani! - Nella porta della chiesa comparisce un prete col piviale e dà la benedizione al gran caldaio. Allora cessano gli indugi. Tutti stendono la mano verso il procuratore cuoco: metti qua, metti là… a me prima… perché no a me? m’aspetta la nonna… Ti venga una gobba? Ah! m’hai lessato un dito… Mettilo tra la cenere!... Te lo ficcherei in un occhio!… Intanto la neve cade a grandi fiocchi , e nessuno ci fa caso.

