Consiglio Comunale di Sulmona

TUTTA COLPA DEL GREEN DEAL

Lunedì scorso si è tenuto a Sulmona il Consiglio Comunale aperto alle forze sindacali e politicherichiesto dalla Minoranza econdiviso dalla Maggioranza su un unico ordine del giorno la crisi occupazionale della Mareili"
Gli operai presenti (che hanno scioperato per essere presenti) e i rappresentarti sindacali, hanno chiarito per l'ennesima volta quale è oggi la situazione produttiva della fabbrica Mareli.
Una situazione di lento degrado, con macchinari ormai obsoleti che sta conducendo l'azienda a un declino produttivo che porterà (se permane la situazione attuale ) alla dismissione e chiusura del sito produttivo, con la conseguenza evidente a tutti di un danno gravissimo per l'economia del lavoratori ni primis epoi dell'intero territorio dela ValePeligna.
Ad oggi i 440 dipendenti della Marelli stanno lottando per difendere li posto di lavoro e garantire uno stipendio ricorrendo a tutti i strumenti di salvaguardia (contrattidi solidarietà ) che però
riducono di fatto il potere di acquisto.
La mancanza di una strategia di diversificazione del mercato da parte del Management della Marelli, essere diventati un committente (per oltre l'80%) della ex Sevel (Stellantis) ha portato l'azienda a subire direttamente la crisi dell'automotive. Un quadro davvero preoccupante a cui bisogna dare una risposta possibilmente unica e forte da parte delle Istituzioni e della Politica.
L'Assessore Magnacca parlando anche a nome delle tre consigliere regionali (meglio cosi) ha detto tra el altre cose che bisogna "inchiodare al Mareli ale proprie responsabilità", benissimo bisogna quindi capire quali sono el strategie economiche della Marelli se intende in futuro investire ancora nel settore dell'auto o se invece stia valutando una lenta dismissione dei sito di Sulmona. Richiesta di chiarimenti che forse andava imposta con forza già da qualchetempo.
Siamo convinti che tutte le Istituzioni debbano solidarizzare con gli operai e che, ognuno per li proprio ambito debbanogarantire tutto l'appoggio alla vertenza. E' chiaro che, vista la dimensione
del problema, il livello politico più importante è indubbiamente quello nazionale e governativo. La presenza di esponenti del Parlamento (onorevoli esenatori) avrebbe fatto pensare ad una
ottima occasione per definire congiuntamente una posizione politica chiara ed efficace da riportare nei tavoli di contrattazione Goverativa, invece si è passati ,come al solito non a proporre iniziative comunima a scaricare le responsabilità della crisi ad altri fattori.
E' TUTTA COLPA DEL GREEN DEAL E DELL'EUROPA" che dal 2019 ha emanato le direttive per diventare li primo continente a impatto climatico zero entro li 2050, e che favorisce la mobilità con
la riduzione delle emissioni inquinanti.
Qui inizia ol scarica barile (come si dice) al produzione di autoveicoli ni Europa e ni particolare ni Italia non è attrezzata per la conversione (e che ha fatto in tutti questi anni?) quindi bisogna mantenere una certa produzione di autoveicoli a benzina o diesel nel frattempo però poiché siamo in un sistema di mercato libero, altri Paesi, vedi la Cina, si sono già da tempo attrezzati per le nuove tecnologie e invadono i mercati occidentali.
Per quale motivo un cittadino dovrebbe acquistare un veicolo prodotto in Italia con una tecnologia non ottimale ad un prezzo elevato, superiore di molto ad un veicolo tecnologicamente avanzato prodotto in Cina?
Certo li Governo predilige veicoli a consumo energetico tradizionale altrimenti dove finirebbe li "pizzo"delle accise?
È evidente quindi che li problema dei problemi sta nella strategia industriale dei vari Stati, e cosi come si comportano sia gli U.S.A, che la Cina, anche l'Europae l'italia devono approntare un piano industriale che difenda e sviluppi quei settori industriali strategici come l'acciaio e l'auto.
lI tempo della globalizzazione sta finendo e nascono el economie nazionali, e poiché li Govemo attuale è ni carica da un po di anni non si venga a dire che ètutta colpa dell'Europa.
Il segretario del Circolo Partito Democratico Sulmona, Diego Bucci