Il lunedì del direttore

Ad Amarena, mia concittadina, mia confidente, sulla “Tornanza”

Strettamente personale

Venerdì 12 Settembre si è svolto a Scanno il XXVIII Congresso Multimediale, organizzato dal Circolo dei Chirurghi Abruzzesi, con una tavola rotonda  dal titolo “La Tornanza: i viaggi della memoria verso il nuovo futuro”.
Si è iniziato nei piccoli borghi a parlare di “Tornanza” da quando è uscito in libreria nell’Aprile del 2024 il saggio di Antonio Prota e Flavio R. Albano dal titolo “La Tornanza - ritorni e innesti orientati al futuro”. E proprio nelle pagine di questo libro ci sono i concetti che rendono importante il tornare a stabilirsi, dopo una lunga assenza, nel paese di origine, portando con sé le esperienze accumulate, fatte di conoscenze e cultura per “innestarle” nei “Restanti” e lavorare insieme per il futuro del proprio territorio.
Chi torna - è stato detto durante la tavola rotonda - ha subìto quasi sempre una trasformazione che  genera scompiglio, mette a nudo le debolezze, evidenzia le lacune dei restanti e al tempo stesso ne riconosce le qualità e tende a valorizzarle. 
La Tornanza è uno stato d’animo alimentato dall’amore verso il territorio che ha lasciato e per i suoi aspetti culturali e relazionali.
Tornare significa partecipare, inserirsi nel nuovo contesto sociale attivamente. 
Come si torna? Si torna cambiati e l’inserimento non sempre è facile. Chi torna ha acquisito valori e competenze che deve mettere a disposizione di tutti, perché solo in questo modo il suo “viaggio” non è stato inutile. Un viaggio non facile, perché si è presi continuamente dalla nostalgia, dal desiderio di tornare alle proprie radici.

Cara Amarena, il mio “andare” non è stato vano, intrapreso non per necessità, ma “per seguir virtute e canoscenza”. Dopo dieci anni sono tornato nel 1985 con mia moglie e un bambino di otto anni a vivere nel mio paese d’origine, dove è nato il mio secondogenito.
Non sono stato a guardare, ma ho cercato di inserirmi nel contesto politico, sociale e culturale con il mio bagaglio di conoscenze. L’elenco delle iniziative è lungo, a cominciare dai sei libri di storia locale che ho scritto, per finire agli scavi archeologici al Monastero di San Pietro del lago e alle tante manifestazioni culturali che ho organizzato. 
Sebbene sia agli sgoccioli della mia vita, porto avanti due pubblicazioni che ritengo utili all’informazione e al dibattito di idee.
Non è stato facile! Solo una forte cultura umanistica ancora oggi mi porta a sopportare maldicenze, ritorsioni e ostracismi, perché metto a nudo le lacune di un sistema politico chiuso. 
Nonostante questo, invito coloro che hanno lasciato o che lasciano il proprio paese di programmarne il ritorno, non per trascorrervi le vacanze, ma per restarvi e contribuire attivamente al suo futuro. Solo così i piccoli paesi si rivitalizzeranno!