Premiato ieri a Scanno Enrico Speranza vincitore del “Premio Scanno dei fotografi”

Enrico Speranza è uno street photographer, un genere che richiama molti maestri del passato, eppure lui riesce a reinventarlo con una visione profondamente moderna e uno stilo Inconfondibile. La sua fotografia non ha bisogno di scenari esotici per trovare ispirazione, al contrario, egli dimostra che la vera poesia risiede nel quotidiano, nell'ordinario che diventa straordinario grazie al suo sguardo attento. Il cuore della sua ricerca fotografica batte tra le strade di periferia, tra la gente che vi abita, I volti che incontra ogni giorno. E qui che rivela la sua capacità unica di cogliere l'anima dei luoghi e delle persone, trasformando momenti fugaci in immagini di rara Intensità emotiva. È la poesia nascosta nella routine, la dignità in un gesto semplice, la complessità di uno sguardo catturato al volo, a guidare il suo obiettivo. Attraverso le sue immagini, Enrico Speranza ci invita a guardare oltre l'apparenza, a riscoprire la bellezza e la profondità che ci circondano, spesso invisibili ai nostri occhi frettolosi. La sua opera è una testimonianza vibrante di come la fotografia possa essere un atto di empatia e di connessione umana, un dialogo silenzioso tra l'artista, il soggetto e lo spettatore.
Con questo giudizio della giuria, composta da Guglielmo ARDITO (medico chirurgo, docente universitario), Giovanni BUCCI (fotografo), Bruno COLALONGO (Presidente Onorario Aternum Arti Visive), Umberto GAVITA (Fasti), Claudio MARCOZZI (fotografo, giornalista), Luca REVELLI (medico chirurgo, docente universitario), Enrico Speranza ha vinto il “Premio Internazionale di Fotografia “Scanno dei fotografi 2025”.
Ieri mattina, sabato 13 Settembre, si è svolta la cerimonia di premiazione nell’Auditorium Guido Calogero di Scanno. Erano presenti i componenti della giuria, organizzatori da 15 anni del premio. Assenti giustificati Ardito e Revelli.
Il premio è una statuetta della donna scannese in costume del ceramista Giuseppe Rossicone, scomparso due anni fa. A consegnarla al vincitore è stata la moglie Maria Carmela Paulone, dopo gli interventi dei fotografi, Bucci, Marcozzi e Colalongo. 
Il premio è stato detto non va a concorso, ma sono i giurati che prendono in rassegna libri e mostre dei fotografi noti e meno noti, ne valutano tecnica e linguaggi e di comune accordo decidono chi ne è meritevole.
Come ha precisato Marcozzi non si va alla ricerca di nomi famosi ma di fotografi noti in ambiti molto ristretti, dando loro possibilità di avere una notorietà più vasta.
È stato un momento emozionante ascoltare Enrico Speranza quando ha raccontato come è nata la sua passione per la fotografia e come egli l’abbia coltivata sin da quando era ragazzo, con una piccola macchina fotografica chiesta in regalo allo zio che lavorava in Germania. Avendo lavorato come impiegato in un ente pubblico, ha avuto modo di osservare le persone che aspettavano il loro turno e cogliere gli umori del viso, che spesso fotografava con il loro permesso. È da qui che i soggetti delle sue foto sono i volti di gente umile ripresa nella sua quotidianità.
Per la cronaca non erano presenti né il sindaco di Scanno, né un suo delegato. L’assenza ha lasciato un po’ di amarezza in chi con le proprie forze e risorse organizza da quindici anni un premio che fa onore a Scanno che ama definirsi il “Paese dei fotografi”.