Iniziati i festeggiamenti in onore di Sant’Eustachio Martire, Patrono di Scanno

L’antico rito del suono all'unisono di tutte le campane delle chiese di Scanno ha dato l’annuncio dell’inizio dei festeggiamenti in onore di Sant’Eustachio Martire, Patrono di Scanno, che quest’anno avranno luogo il 20 e 21 settembre.
Poco prima che il suono delle campane, ieri sera, con la presenza del Parroco Don Luigi, la Statua del Santo è stata spostata dal suo altare “privilegiato” per esser esposta alla venerazione dei fedeli, al lato dell’altare maggiore della Chiesa a lui dedicata.  
Con l’inizio, oggi, della novena (pratica religiosa con la recita di preghiere devozionali per nove giorni consecutivi, prima della festa), la comunità si prepara a vivere con devozione i solenni festeggiamenti in onore di S. Eustachio, con la solenne celebrazione eucaristica serale di sabato 20, presieduta dal Vescovo diocesano, S.E. Michele Fusco, prima della processione che accompagnerà la statua del Santo presso la Chiesa Madre.
Da sempre, la festa in onore di Sant’Eustachio è un momento importante di fede, tradizione e connessione umana, che coinvolge l'intera popolazione di Scanno, fino al momento dell’imbrunire, quando la statua fa il rientro nella sua chiesa, con il passaggio dell’Arco a lui dedicato.
La festa in onore del Santo patrono, infatti, un tempo segnava l’inizio del periodo della transumanza, quando i pastori si preparavano per la partenza verso le Puglie, lasciando a Scanno le loro famiglie.
Il culto di Sant’Eustachio, protettore della caccia e dei pastori, si diffuse in tutto il meridione d’Italia e nel nostro Abruzzo, a Scanno e nei paesi di Campo di Giove e Tocco da Casauria. La statua del Santo, opera dello scultore intagliatore Giovanni Leonardo Manzoli di Brittoli (PE), considerata tra le più belle dedicate al Santo, fu realizzata nel 1715 e costò 50 ducati. Fu trasportata a spalle da Brittoli a Scanno e, in compenso del servizio da loro reso, i portatori chiesero, come atto di fede e devozione, che fossero onorati ad essere i “portatori” in occasione della prima festa celebrata a Scanno.