Festa di Sant’Egidio dedicata ai ragazzi con la “Mira al gallo”

Il primo settembre si celebra Sant’Egidio, un santo venerato anche a Scanno in una chiesetta sul colle omonimo, che sovrasta il lago e guarda all’abitato offrendo ai visitatori un panorama stupendo. 
Associata alla sua festa vi è una tradizione singolare, che sopravvive ancor oggi, quella della “mira al gallo”, per far trascorrere ai ragazzi una giornata allegra e spensierata, all’insegna del divertimento.
Viene organizzata dalla Parrocchia di Scanno e dal V.A.S. (Volontari Abruzzesi Sangue), con un programma ben preciso: ore 9,30 ritrovo in piazza ed escursione al colle; ore 13,00 pranzo al sacco; ore 14,30 tiro al gallo anche per gli adulti e alle ore 16,00 santa messa.
Un tempo la “mira al gallo”, che si svolgeva al mattino, consisteva nel lancio di una pietra per colpire ad una certa distanza un gallo vivo, fra quelli offerti da alcune devote al fine di scongiurare una pestilenza nei propri pollai. Il bersaglio venne poi sostituito da un barattolo di latta per evitare la sofferenza alla povera bestia, ma non vennero portati neppure più i galli, destinando premi diversi ai vincitori.
Il culto verso Sant’ Egidio si intensificò a Scanno nel 1657 per la peste scoppiata nel 1656, l’eremo fu adattato a lazzaretto. Il Santo è rappresentato con un’effigie nella nicchia sopra l’altare, sormontata dal monogramma di San Bernardino. Alle pareti in alto sono identificabili i simboli della passione di Cristo. La sua statua, del 1796, si trova nel museo della chiesa di San Giovanni. 
Romualdo Parente attribuisce all’anno riportato nell’epigrafe dell’architrave della porta (A.D. 1657 Tempora pestis S. Egidio ora pro nobis. Biaso D’Angelo), l’edificazione della chiesa, ma nel 1612 vi era già un frate eremita (Ecclesia S. Egidii Sub cura eremitae Fratris Matthei Terrae Scanni). L’ultimo eremita, Giuseppe Prozzi detto Scialipo, risale agli anni Trenta del secolo scorso.