Iniziano oggi i tre “Giorni della Vecchia”

Succedeva e succede che negli ultimi tre giorni di Marzo torni improvvisamente il freddo, una sorta di ultimo sussulto dell'inverno. Dal punto di vista metereologico questo è possibile quando il vortice polare si indebolisce, favorendo la discesa di aria gelida a latitudini inferiori e perfino fino al Mediterraneo.
In questi giorni l’Europa centro-settentrionale, compresa l’area Mediterranea, è tornata ad essere invasa da aria molto fredda di origine artica, che sta portando nuovamente temperature invernali e nevicate anche a quote basse.
Di questo fenomeno naturale la tradizione contadina ha tessuto una leggenda, chiamando gli ultimi tre giorni di Marzo: “I giorni della vecchia”.
Bambino, quando mi lamentavo di questo freddo improvviso, mia nonna mi diceva che sono i giorni della vecchia e che dopo sarebbe tornato il bel tempo.
Mi raccontava che una vecchia pastora, convinta che l’inverno fosse finito, si liberò dei panni pesanti alla “faccia di Marzo”. Questi indispettito volle vendicarsi. Chiese alla vecchia (siamo al giorno 29) dove avrebbe portato il gregge. La pastora, insospettita, gli disse a Valle. Marzo vi scatenò pioggia e neve, convinto che la vecchia si trovasse lì, ma questa furbamente aveva portato il gregge in montagna dove per tutta la giornata splendette il sole.
Il giorno dopo, convinto che  si trovasse nel luogo del giorno precedente, scatenò tempeste a non finire, ma non riuscì nel suo intento, perché invece era a Valle.
Il terzo giorno, sicura che Marzo avesse terminato i suoi giorni, gli disse la verità, che sarebbe andata a Valle. Marzo che voleva vendicarsi chiese ad Aprile di dargli un giorno. Questi non ebbe problemi a concederglielo.
Il 31 scatenò tutte le furie del cielo in neve e pioggia e la povera donna tornò infreddolita e zuppa di pioggia.
La “vecchia” è una figura simbolica, che torna in varie versioni in tutta l’Italia, per giustificare perché gli ultimi tre giorni di Marzo sono soggetti al ritorno dell’inverno e perché Aprile ha un giorno in meno. Il racconto (o anche fiaba), pur parlando di accadimenti irreali, ha la funzione didascalica, con elementi allegorici e morali, perché il bambino possa cominciare a comprendere la realtà che lo circonda.