Scanno Salute e Sanità
4 Settembre 2026, 00:02
Emergenza 118, approvata la nuova organizzazione delle postazioni territoriali
I nodi irrisolti delle aree interne: il caso Scanno
Roberto Nannarone
Con la Delibera di Giunta Regionale n. 565 del 31 agosto 2026, la Regione Abruzzo ha varato il nuovo piano di riassetto della Rete di Emergenza-Urgenza Territoriale 118. Un provvedimento atteso, firmato dal Dipartimento Sanità di Pescara e predisposto con il supporto dell'Agenzia Sanitaria Regionale (ASR), che promette di riorganizzare le risorse umane e i mezzi di soccorso extraospedaliero in tutto l'Abruzzo. Ma se per i grandi centri la riforma si traduce nell'introduzione di nuove automediche e potenziamenti, nelle aree montane e interne — in particolare nella Valle del Sagittario e nel Comune di Scanno — la nuova mappa riaccende il dibattito sulla sicurezza sanitaria di residenti e turisti.
Il provvedimento, che ridefinisce l’organizzazione introdotta con la precedente delibera di giunta del 2023, prevede complessivamente 111 postazioni (sia H24 che H12): 32 postazioni H24 medicalizzate Msa (ambulanza o automedica), 48 postazioni infermieristiche Msab, 20 postazioni Msb (con soccorritore di base e avanzato), cui si aggiungono 11 postazioni stagionali.
I tre livelli del soccorso: l'infermiere diventa perno della rete
La riforma definisce tre tipologie di mezzi sul territorio:
1. MSB (Ambulanza di Base): Affidata al Terzo Settore con target di intervento entro 8 minuti nei centri abitati ed entro 20 nelle aree periferiche.
2. MSAB (Soccorso Avanzato con Infermiere): Definita chiaramente dal documento come “la base più importante e solida del soccorso avanzato nel territorio regionale”. Un modello in cui l'infermiere specializzato assicura l'assistenza avanzata sul posto, supportato da sistemi di telemedicina e teleconsulto in tempo reale con le Centrali Operative.
3. MSA (Soccorso Avanzato con Medico ASL): Concentrato sulle postazioni ospedaliere e sulle nuove automediche distribuite in maniera strategica.
Come si legge nell'atto regionale, la riduzione della presenza medica fissa sui mezzi territoriali viene motivata dalla "situazione demo-epidemiologica, dalle competenze dei professionisti coinvolti e dall'innovazione tecnologica", che consentono una razionalizzazione della risorsa medica ritenuta fisiologica in tutte le regioni italiane.
Nel dettaglio, per la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, nel capoluogo vengono aggiunge un’ambulanza infermieristica e un’automedica H24; un’automedica H24 è prevista anche ad Avezzano e Castel di Sangro; il nuovo documento trasforma da ambulanza di base ad ambulanza infermieristica H24 la postazione di Civitella Roveto; a Pratola Peligna all’operatività H12 dell’ambulanza di base, si aggiunge l’operatività di quella notturna infermieristica; a Pescocostanzo viene estesa H24 l’ambulanza infermieristica; a Pescasseroli viene attivata una postazione di base H24; ad Ovindoli viene formalmente riattivata l’ambulanza di base stagionale.
Cosa cambia per Scanno: un soccorso a due velocità
Per la postazione di Scanno (Ambito 201), il prospetto operativo della DGR 565 stabilisce una configurazione "ibrida":
• Nelle 12 ore diurne (H12 D, 8:00-20:00) opera un'ambulanza di tipo MSB, ovvero con soli soccorritori di base/avanzati.
• Nelle 12 ore notturne (H12 N, 20:00-8:00) la postazione passa a MSAB, garantendo la presenza dell'infermiere a bordo.
Mentre altre località della Valle Peligna o dell'Alto Sangro dispongono di postazioni infermieristiche H24 (come Pescocostanzo) o medicalizzate H24 (come Pescasseroli), Scanno non vedrà la presenza fissa del medico di emergenza sul proprio territorio.
Reazioni e preoccupazioni: la sfida dei tempi di percorrenza
La scelta di non assegnare un medico fisso a Scanno lascia aperti gli interrogativi legati alla particolare geografia della Valle del Sagittario. In presenza di codici rossi durante la giornata (infarti, politraumi, gravi insufficienze respiratorie), la procedura prevede la stabilizzazione da parte dei soccorritori o dell'infermiere notturno, in attesa dell'arrivo dell'automedica di Sulmona o dell'invio dell'elisoccorso dall'Aquila.c
Tuttavia, le tortuose strade di montagna che collegano Scanno a Sulmona richiedono tempi di percorrenza che spesso superano i 30-40 minuti, tempi difficilmente compatibili con le emergenze tempo-dipendenti in caso di meteo avverso o blocchi stradali.
Se da un lato le istituzioni regionali difendono la bontà del piano - parlando di una rete più flessibile e moderna grazie all'impiego della tecnologia e degli infermieri specializzati -, dall'altro i sindaci e le popolazioni locali continuano a chiedere garanzie reali, affinché la demedicalizzazione delle aree interne non si traduca in un ridimensionamento del diritto alla salute per chi vive in montagna.

