Dalla “Casa di Vetro”: a Scanno 53.000 € spesi e 62 giorni per una risposta incompleta

"Casa Di Vetro", il 22 luglio 2026, ha presentato un’istanza di accesso civico generalizzato al Comune di Scanno, finalizzata a reperire dati, documenti e informazioni sulla Delibera di Giunta Comunale n. 64 del 23 giugno 2026 (“Concessione patrocinio del Comune di Scanno per eventi e manifestazioni – estate 2026“). In parole semplici, quanti soldi pubblici l’organo di indirizzo scannese ha elargito per venti ludico-ricreativo. La normativa del Decreto Legislativo 33 del 2013 sull’accesso civico generalizzato è chiara: le Pubbliche Amministrazioni hanno il dovere di rispondere ai cittadini entro e non oltre 30 giorni. A Scanno, però, il tempo sembra scorrere con una clessidra del tutto personale.

Facciamo due conti. 
L’istanza di accesso civico è stata depositata via PEC il 22 luglio 2026. La risposta del Comune, firmata dal Funzionario Responsabile Avvocato Davide D’Aloisio, porta la data del 21 settembre ed è stata inviata ed acquisita oggi, 22 settembre 2026, guarda caso proprio il giorno dopo aver sentito per vie brevi il Sindaco di Scanno. Totale: 62 giorni per ottenere un riscontro. Più del doppio del limite stabilito dalla legge. L’estate è finita, i palchi sono stati smontati, i turisti sono tornati a casa, ma finalmente si sono decisi a darci una risposta.
E’ bene sottolineare che non si tratta di un caso isolato. Lo scorso anno il Comune di Scanno aveva impiegato un tempo decisamente eccessivo per evadere l’istanza di accesso civico sui conti e sulle manifestazioni. Dimostrazione lampante che a Scanno serve il pungolo del cittadino verso un’ente che non sempre è puntuale sulla trasparenza. Ci si sarebbe aspettati che, a fronte di ben due mesi di attesa, dagli uffici arrivasse un report minuzioso, dettagliato e trasparente. 
Casa Di Vetro aveva domandata, in modo dettagliato, il prospetto analitico dei costi, la rendicontazione dei proventi dell’imposta di soggiorno e copia delle determine relative a service audio/luci, diritti SIAE, promozioni e, soprattutto, i compensi e gli ingaggi per gli artisti.
Invece, la montagna ha partorito un topolino. O, per meglio dire, una manciata di cifre essenziali: sul Capitolo n. 212, inerente all’organizzazione di manifestazioni a sostegno del turismo, risultano impegnati 24.477,38 €; sul Capitolo n. 2320, per spese per manifestazioni ed iniziative turistiche, risultano impegnati 28.773,80 €. Per un totale complessivo che supera i 53.000 € messi a bilancio per il cartellone estivo 2026. Poi la nota si chiude laconicamente elencando una serie di numeri di determina, ovvero 227, 228, 229, 230, 233, 234, 235, 238, 247, 248, 251, 252, 253 e 285, accompagnati dal classico e un po’ pigro invito a consultarle facilmente sul sito comunale dell’Ente.
Un mero e sommario conteggio dei capitoli di spesa non equivale a far trasparenza sui soldi pubblici. E neanche evadere i dati a fette, dopo 62 giorni di attesa, costringendo poi il cittadino a scartabellare in autonomia l’Albo Pretorio alla ricerca dei dettagli mai forniti nella risposta, svuota di significato lo spirito stesso dell’accesso civico.
Non ci accontentiamo di riassunti stringati e rimandi generici. Verrà formalmente inviata una richiesta di integrazione al Comune di Scanno per pretendere la rendicontazione analitica e puntuale delle singole voci di spesa, perché i cittadini scannesi meritano risposte chiare, trasparenti e, magari la prossima volta, tempestive.