ACQUAVIVA: A SCANNO LA “VIA CREATIONIS” INTRECCIA FEDE E DEVOZIONE POPOLARE

Dopo il debutto a Pacentro, l’itinerario diocesano del Tempo del Creato 2026 ha fatto tappa a Scanno. Martedì 1° settembre, in occasione della festa di Sant’Egidio Abate, la secolare devozione locale si è unita al cammino ecologico e spirituale promosso dalla Diocesi di Sulmona-Valva e dal Circolo Laudato Si’ “Sulmona-Valle Peligna”. 
La giornata si è aperta al mattino con la tradizionale salita a piedi lungo il sentiero panoramico che domina il celebre lago a forma di cuore. Famiglie, giovani e fedeli di ogni età si sono incamminati verso l'eremo romanico rurale, luogo di culto legato alla memoria collettiva scannese sin dalla peste del 1656. 
Oltre ai momenti di raccoglimento e convivialità all'aperto, la festa ha visto il rinnovo del caratteristico “tiro al gallo”: una gara goliardica in cui i partecipanti si sfidano a colpire con le pietre un bersaglio posto su una roccia, con in palio il tradizionalissimo pollo, simbolo di una consuetudine condivisa da generazioni. 
La "Via Creationis" tra cielo e lago
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15:00, ha preso il via l'appuntamento centrale della manifestazione presso il bivio dell'Eremo. I fedeli, affiancati dal Vescovo Mons. Michele Fusco e dal Parroco don Luigi Ferrari, hanno percorso la Via Creationis
Modellato sulla struttura della Via Crucis, questo cammino meditativo ha alternato letture evangeliche e tappe di contemplazione silenziosa immerse nella natura. Un'occasione di riflessione incentrata sul valore spirituale dell'acqua e sulle criticità ambientali del territorio, a partire dalla tutela delle riserve idriche montane. 
La salita si è conclusa alle 16:00 sulla cima del colle con la solenne Messa presieduta da Mons. Fusco. Durante l'omelia, il Presule ha richiamato il Messaggio di Papa Leone XIV per la XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, soffermandosi sul passo biblico di Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci» (Is 2,4). 
Mons. Fusco ha sottolineato il legame profondo tra i conflitti armati e il degrado ecologico, entrambi riconducibili a uno squilibrio interiore dell'uomo: 
Il Presule ha sottolineato come la guerra e il degrado ambientale nascano dallo stesso squilibrio radicato nel cuore umano. Citando il Santo Padre, ha evidenziato la necessità di una vera conversione interiore: trasformare le energie ed i mezzi utilizzati per la distruzione e il conflitto in strumenti al servizio della vita, del nutrimento degli affamati e della protezione del creato. «I deserti esteriori si moltiplicano perché si sono ampliati i deserti interiori», ha ricordato Mons. Fusco incoraggiando i fedeli a superare la paura e a farsi testimoni autentici di pace, dialogo e responsabilità ecologica. 
A conclusione della Messa, la comunità si è raccolta in un momento intenso di preghiera corale. Stringendosi in un unico abbraccio di fede, i presenti hanno innalzato l'invocazione "Preghiera per la nostra terra": 
«Dio Onnipotente, che sei presente in tutto l'universo e nella più piccola delle tue creature, Tu che circondi con la tua tenerezza tutto quanto esiste, riversa in noi la forza del tuo amore affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza... Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa, a contemplare con stupore, a riconoscere che siamo profondamente uniti con tutte le creature nel nostro cammino verso la tua luce infinita. Amen.» 
Il percorso diocesano del Tempo del Creato proseguirà fino al 4 ottobre con ulteriori passeggiate ecologiche, momenti d'incontro e una mostra celebrativa per gli 800 anni dalla transizione di San Francesco d’Assisi.