Marsica Cronaca
15 Settembre 2026, 00:01
GAROFANO ROSSO FILM FESTIVAL 2026, SI SPENGONO I RIFLETTORI SULLA SESTA EDIZIONE
Giulia Tarda
Si sono spenti i riflettori sulla sesta edizione del Garofano Rosso Film Festival, che dall’1 al 6 settembre ha riportato il cinema nel cuore di Forme di Massa d’Albe, trasformando il borgo della Marsica in un luogo di incontro, confronto e partecipazione. Un festival gratuito per il pubblico, dal carattere educativo, culturale e promozionale, nato con l’obiettivo di affrontare attraverso il linguaggio cinematografico tematiche legate al concetto di marginalità.
“Il festival cinematografico più caldo al mondo in uno dei luoghi più freddi d’Italia” (crisi climatica permettendo) ha animato per sei giorni il palco e le vie del paese, proponendo 52 opere suddivise in otto sezioni, otto differenti modi di raccontare e celebrare la marginalità attraverso una molteplicità di sguardi, linguaggi e prospettive.
Il tratto distintivo del Garofano Rosso è stato ancora una volta l’incontro tra cinema e territorio. Alle tematiche al centro dell’agenda europea si è affiancata una territorialità agreste e bucolica, dando vita a un’esperienza capace di mettere la cultura al servizio dei luoghi e, allo stesso tempo, i luoghi al centro della cultura.
Un evento nel quale la progettazione partecipata diventa anche strumento di riscoperta identitaria: un equilibrio delicato, costruito sulle fragilità e sulle peculiarità di un territorio d’alta quota, dove la tradizione incontra nuove forme di espressione e di partecipazione.
«Il nostro obiettivo sarà sempre quello di calare un festival dalle alte ambizioni all’interno di un contesto antropologico antico quanto fragile, in cui la nostra prima responsabilità risiede nel creare la giusta armonia tra passato, presente e futuro - sottolinea l’ideatore e fondatore del Festival, Paolo Santamaria - Non potrebbe esistere un Garofano Rosso senza lo spirito formese, così come Forme non sarebbe stata conosciuta da così tanti forestieri senza il festival. È un mutuo scambio, una crescita dolce. Una carezza ruvida, a volte persino scomoda, come la terra che calpestiamo e che, per dare i suoi frutti, necessita di impegno, cura e dedizione».
«Ogni anno il Garofano Rosso cresce un po’, ma questa edizione ci ha restituito qualcosa di speciale - afferma la direttrice artistica Valentina Traini - La qualità della programmazione, la generosità degli ospiti e una piazza così presente e partecipe ci hanno ricordato perché continuiamo a investire energie in questo progetto. Vedere il festival diventare sempre più un luogo di incontro e scoperta per la comunità è forse la soddisfazione più grande».

