Valle Peligna Interventi
5 Agosto 2026, 00:01
LUCA TIRABASSI NOVELLO PONZIO PILATO
Mario Pizzola
Il Sindaco di Sulmona Luca Tirabassi ha dichiarato che il Comune di Sulmona rinuncia a costituirsi in giudizio sulla vicenda della villa di via Tratturo per una “scelta prettamente tecnica e strategica”. Quale sia questa strategia è più che evidente: è quella di un novello Ponzio Pilato che abdica alle funzioni per le quali è stato eletto.
Luca Tirabassi non può chiudere gli occhi e tirarsi fuori con il pretesto che sulla questione dovrà pronunciarsi la Magistratura. Da presidente dell’Ordine degli avvocati conosce molto bene la distinzione tra l’aspetto giudiziario della questione e l’aspetto politico-amministrativo della stessa. Se al magistrato spetta il compito di accertare le responsabilità individuali, lui in quanto Sindaco è stato chiamato dai cittadini a tutelare l’interesse della collettività e l’immagine della Città di Sulmona. Interesse e immagine che sono stati lesi palesemente da una costruzione privata in un’area in cui non era e non è consentito costruire perché destinata dal Piano regolatore comunale a parco urbano e territoriale.
Ma nel caso specifico c’è molto di più, e il Sindaco Tirabassi dovrebbe leggere attentamente la documentazione che è depositata presso gli uffici del Comune e che i Comitati cittadini hanno letto scrupolosamente prima di presentare l’esposto alla Procura della Repubblica che ha dato avvio al procedimento giudiziario. Scoprirebbe così che l’area è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi della legge n.431/1985; che la pseudo sanatoria della baracca abusiva è stata annullata nel 1991 con decreto del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali; che la baracca è stata fatta passare in modo truffaldino come ufficio mentre era un semplice deposito di materiali; che la legge regionale n. 49/2012, che prevede demolizione, ricostruzione con ampliamento e cambio di destinazione d’uso, non poteva trovare applicazione nel caso in oggetto; che è assolutamente inaccettabile che una costruzione privata illegale venga pagata con il denaro dei cittadini sfruttando il superbonus del 110%.
Tutto questo non basta affinché il Comune di Sulmona si costituisca parte civile a difesa dei legittimi diritti della nostra comunità? Tirabassi dovrebbe tenere sempre a mente l’articolo 97 della Costituzione italiana che recita: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. E chi dovrebbe garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione se non chi, come lui, è il massimo organo responsabile del Comune e per legge sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici?
E’ comprensibile che la minoranza in Consiglio comunale – venendo meno al suo ruolo di opposizione - continui ad osservare sulla vicenda un silenzio assordante, dal momento che la precedente amministrazione Di Piero ha tenuto al riguardo lo stesso identico comportamento di quella attuale. Va aggiunto che il Sindaco Gianfranco Di Piero arrivò persino ad affermare che l’amministrazione comunale non ha il diritto di verificare se le autorizzazioni si potevano rilasciare oppure no perché, stante la separazione dei poteri tra il livello tecnico e quello politico, una tale verifica sarebbe stata una… “illegittima interferenza”!
Luca Tirabassi si colloca di fatto sulla scia del suo predecessore, tradendo in questo modo il mandato che gli elettori gli hanno affidato. Se le cose stessero davvero così, per quale motivo ogni cinque anni i cittadini vengono chiamati alle urne per eleggere Sindaco e Consiglio comunale? Non è questo un inutile spreco di denaro e di energie, visto e considerato che nella gestione della cosa pubblica - secondo questa assurda tesi – tutto il potere sarebbe in mano ai tecnici?
Mario Pizzola (Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile)

