SULMONA, ORIGINALE INSTALLAZIONE ARTISTICA IN PIAZZA CAPOGRASSI

In piazza Capograssi da qualche tempo fa bella mostra di sé una nuova installazione artistica, frutto di un’idea davvero originale dell’amministrazione comunale. L’opera, pensata per rendere ancora più bello e attrattivo uno dei luoghi iconici della città, sta riscuotendo vivo apprezzamento non solo da parte dei cittadini ma anche tra gli studiosi e appassionati della materia. Essa rende ancora più pregnante la qualifica di “Sulmona città d’arte”. 
Un professore d’arte moderna dell’Università di Tubinga, in vacanza a Sulmona, non riesce a nascondere il suo entusiasmo: “Si tratta di un capolavoro che possiamo paragonare alla Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto che è l’opera simbolo dell’Arte Povera.  L’installazione invita a riflettere sulle contraddizioni dell’età moderna”.
“Le tavole marcescenti, che appaiono buttate ma che in realtà sono sapientemente disposte a terra, stanno ad indicare la decadenza di un mondo che, se da un lato progredisce incessantemente sotto il profilo tecnologico, dall’altro arretra pericolosamente dal punto di vista etico”.
Il professore così continua: “Nell’arte che eccelle c’è sempre una bidimensionalità metaforica. Così come nell’opera di Pistoletto quello che ci colpisce immediatamente è il forte contrasto tra la perfezione della Venere classica di Canova e la montagna di stracci sporchi e caotici, nella installazione di piazza Capograssi quello che salta subito agli occhi è la dicotomia tra la sensazione che ci comunica il legno marcio, quasi a simboleggiare il disfacimento e la depravazione che dall’interno corrode la nostra società, e la sensazione di perfezione e di purezza, nonché di speranza, che invece emana dalla imponente ‘scultura’ in acciaio - il famoso 2000 - posta a breve distanza nella stessa piazza. Una ‘scultura’, aggiunge il professore, che, per quanto dotata di un evidente valore simbolico, non ha però nessun valore artistico”.
Azzardiamo una domanda: “Professore, ma non è rischioso tenere all’aperto un’opera così importante, esposta alle intemperie e a possibili atti vandalici?”. “No, è la risposta, anche la Venere di Pistoletto è stata incendiata e distrutta ma lui l’ha rifatta. Le vere opere d’arte sono immortali”. 
Ultima osservazione - in realtà una nostra curiosità - che poniamo al professore, ovvero se la sensazione di decadenza e di disgregazione che l’opera ci trasmette non possa in qualche modo simboleggiare anche la condizione che sta attraversando l’attuale amministrazione comunale della città.
“Su questo, ci risponde, non posso pronunciarmi perché non conosco le dinamiche politiche di Sulmona. Tuttavia non lo posso escludere”. 

 Mario Pizzola (Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile)