Museo-Mediateca di Scanno: tra revoche contrattuali, fondi fermi, stallo da 1,3 milioni

La mensa sacrificata ed una inspiegabile inerzia del RUP

La pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune di Scanno della determinazione del Responsabile del Servizio Lavori Pubblici dell’Area Tecnica n. 64 del 10/08/2026 suscita attenzione ed una doverosa riflessione sulla storia infinita del contributo di € 5.175.891,00 assegnato dal Ministero dell’Interno nel 2019. Tali fondi erano destinati all’esecuzione dei lavori di “Interventi di messa in sicurezza di edifici e del territorio”, ai sensi della Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, ed in particolare alla messa in sicurezza dell’Edificio Museo-Mediateca (ex Scuole Elementari). 
A sette anni dal finanziamento statale, il progetto per la nuova struttura in Viale del Lago rimane ancora fermo al palo. A fronte di circa 200.000 euro già spesi o impegnati tra spese tecniche, perizie, rimborsi e riconversioni logistiche a carico delle somme accreditate, il cantiere principale da € 1.383.480,00 non è mai stato avviato. 
Con la determinazione n. 11 del 4 marzo 2026, il Funzionario del Comune aveva deciso di “revocare, ai sensi dell’art. 21-quinquies della L. 241/1990, la determinazione n. 289 del 09-11-2021” avente ad oggetto l'aggiudicazione definitiva alla ditta GI.DO.GI srl. È lo stesso Responsabile comunale a chiarire il motivo che lo ha portato a porre fine all’appalto dopo anni dall’aggiudicazione e dalla firma del contratto. 
A sollecitare la revoca è stata la stessa ditta appaltatrice. Con la comunicazione del 20.05.2025 (acquisita al Prot. n. 0008823 del 07.11.2025), il legale rappresentante della GI.DO.GI srl ha dichiarato di recedere dal contratto, invitando il Comune di Scanno — ai sensi dell’art. 5, comma 12, del D.M. 49 del 2018 — a voler corrispondere le spese sostenute, pari a € 8.113,89. 
Una successiva nota del 02.02.2026 (Prot. n. 0000843), avente ad oggetto la "Presa d’atto mancata consegna lavori e avvio procedimento di scioglimento del contratto per cause imputabili alla Stazione Appaltante", ha evidenziato come alla data fissata non sia stato possibile avviare l'esecuzione per ragioni riconducibili alla sfera di competenza del Comune. Viene così messa nero su bianco una precisa responsabilità dell'Ente. 
Alla revoca dell’appalto è seguita la liquidazione a favore della GI.DO.GI s.r.l. dell’importo di € 8.113,89 quale rimborso spese. A questo potrebbe aggiungersi un eventuale indennizzo (da determinarsi nei limiti del solo danno emergente ai sensi dell’art. 21-quinquies, comma 1-bis, L. 241/1990) qualora la ditta lo richieda. 
L'evoluzione amministrativa più recente riguarda la necessità di adeguare l'opera al forte aumento dei prezzi, rimodulando il computo metrico e riducendo di conseguenza una parte dei lavori previsti. In data 1° giugno 2026 (prot. 3898), il progettista incaricato (Ing. Davide Cetrone) ha trasmesso la proposta di variante. Si tratta presumibilmente di un aggiornamento non strutturale, in quanto il progetto originario era già provvisto di tutte le autorizzazioni. 
Usiamo il condizionale perché, con la Determinazione n. 64 del 10/08/2026, il Responsabile del Servizio Lavori Pubblici ha disposto l'affidamento diretto (ai sensi dell'art. 50, c. 1, lett. b, D. Lgs. 36/2023) all'operatore economico Giamberardino Srl del servizio di verifica tecnica relativo alla perizia di variante, impegnando la somma complessiva di € 10.123,02. 
L’anomalia della procedura risiede nel fatto che nella Determinazione n. 64/2026 non vi è alcuna traccia dell'atto amministrativo formale di approvazione della variante stessa. Si impegna dunque una spesa pubblica superiore a 10 mila euro per sottoporre a verifica un progetto che ufficialmente non risulta ancora approvato dall'Amministrazione. Trattandosi di una semplice revisione contabile dovuta ai rincari, l'impegno di fondi per la verifica senza una preventiva approvazione rappresenta una chiara inversione procedurale ed una profonda anomalia amministrativa. 
In questo quadro emergono rilevanti criticità legate anche al ruolo ed alle responsabilità dei Responsabili Unici del Procedimento (RUP) succedutisi nel tempo. Nel quadro economico dell'opera figurano infatti € 19.900,98 a titolo di incentivo RUP (ex art. 113 D. Lgs. 50/2016 e art. 45 D. Lgs. 36/2023), parte dei quali già erogati negli anni scorsi. La normativa prescrive che la liquidazione degli incentivi tecnici sia strettamente condizionata all'effettivo raggiungimento degli obiettivi e al regolare completamento delle fasi affidate. Liquidare quote d'incentivo per un'opera mai avviata e sfociata nella risoluzione contrattuale costituisce un errore grave ed un potenziale danno erariale. 
Per colmare la mancanza di spazi culturali, il Comune ha infine riaperto la biblioteca "Vincenzo Tanturri" ed il Centro di aggregazione culturale nella sede provvisoria delle Scuole Medie (sede temporanea del Municipio). Un'operazione tampone realizzata a spese del bilancio comunale con lo smantellamento della mensa scolastica "R. Parente” e la rimozione di impianti ed attrezzature da cucina. Un intervento ad elevato impatto economico per una sistemazione temporanea, laddove si sarebbero potute valorizzare altre sedi inutilizzate senza sacrificare un servizio alle famiglie. Servizio la cui presenza viene tra l'altro confermata (“ingresso secondario che attraverso una bussola interna dà accesso ad un ampio locale mensa...”) nel recente Documento di Indirizzo alla Progettazione approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 33 del 9 aprile 2026. 
Senza ombra di dubbio, la vicenda del Museo-Mediateca evidenzia una gestione segnata da evidenti cortocircuiti amministrativi ed economici, mettendo in luce la poca attenzione dell’organo politico alla tempestiva realizzazione degli interventi programmati fin dal 2018.