Villalago Interventi
12 Agosto 2026, 00:02
Un CAI (e non solo) senza piedi
Emidio Grossi
Nelle varie bacheche del paese è ancora presente un’iniziativa (31^ raduno Capanna Sociale) patrocinata del CAI di Sulmona ( e da altre Istituzioni Locali) per il classico cammino agostano al rifugio della montagna grande, della domenica 9.
Tempo e luogo indicato: ore 7, alla base del sentiero della Valle Franchitta.
Mi presento in orario al punto convenuto ma la scena è quella del silenzio montano del primo mattino, con un solo speranzoso camminatore che si guarda intorno. Comunque meglio che nell’edizione del 2018 in cui ero salito al rifugio da solo.
Solidarizzando per la comune passione che ci ha portati in quel tempo e luogo, entrambi coltiviamo speranzosi l’idea di essere stati troppo puntuali. Col passare dei minuti si succedono scetticismo, incredulità e perentorio realismo. Dopo cinquanta minuti di vana attesa decidiamo di incamminarci ugualmente per il sentiero. Il rifugio ci accoglie con la quota del suo fresco respiro solo grazie alla disponibilità di un fortuito incontro con un altro appassionato, che ci affida la chiave per entrarvi.
Durante il nostro stare, il discorso cade, inevitabilmente, sulle assenze di paesani e dei rappresentanti delle istituzioni promotrici, sulle vane promesse del programma (compreso il fantomatico ristoro al ritorno alla Croce Alpina), facili oggetti di serena ironia.
Viene spontaneo interrogarsi sul senso di programmare iniziative, sponsorizzarle con i propri simboli istituzionali/ associativi e diffonderle, per tradirne, alla fine, la realizzazione fattiva con la non-casuale diserzione di gruppo.
Eppure stiamo parlando di una immersione piena nella bellezza della natura, nel cuore dell’invidiabile paesaggio boschivo di Villalago. Non dovrebbe essere un Bene per tutti ( senza se e senza ma )e da tutti essere incentivato?
Una voce fuori campo sussurra: ma la non- partecipazione è conseguenza della spaccatura del paese. Ma è proprio così?
È del tutto evidente che tanto in un piccolo borgo quanto a livello di nazioni (basti pensare agli Stati Uniti) si fronteggiano non tanto due diverse filosofie di vita quanto la stessa passione per il potere, il successo, il benessere particolare, declinata solo fattezze diverse. In poche parole si parla sempre di apparenza, successo, denaro , fama, promosse fortemente dall’accelerazione da sempre incarnata da techne e tecnologie solo apparentemente solo benefiche: TV, smartphone, computer sempre più equipaggiati con l’intelligenza artificiale.
I misconosciuti effetti di questo mondo iper-accelerato prevedono, per chi non ne è consapevole (la stragrande maggioranza), la saturazione di tutto il tempo disponibile con attività e di-versivi vari, il cui prezzo è la completa inaffidabilità e de-responsabilità (mancanza di risposta ) di quegli individui che vi indulgono, nella coniugazione perfetta tra virtualità di quei mezzi e virtualità delle loro esistenze.
Quando questi progettano iniziative sono già (in realtà) nel tempo successivo della realizzazione (quando va bene ) e quando arriva realmente quel tempo sono già scappati in quello infinitamente successivo, nella pervicace ed illusoria compulsione di dover/ poter sfuggire al tempo. Quindi sono sempre assenti. In questo modo la parola data e gli impegni presi cadono sempre fuori tempo e, pertanto, non possono essere mantenuti. È l’episodio citato del mancato raduno non dimostra proprio questo? È ancora più paradossale vedere in un piccolo borgo come Villalago, dotato naturalmente del tempo lento della natura e della piccola comunità, individui iper-accelerati ed inaffidabili stregati dal potere anestetico della tecnologia. Ai quali non può apparire che una provocazione ogni iniziativa rallentante: il cammino lungo i sentieri ( che non sono verso Santiago), la riflessione collettiva su un’opera letteraria o cinematografica.
È proprio questo senso che anche uno del Borghi più belli d’Italia ha smarrito: quello del tempo lento che permette ad una comunità di ri-conoscersi come tale (avere un tempo-in-comune) invece di disperdersi in singolarità querulanti, inaffidabili ed irresponsabili.
A questo compito non possono sottrarsi, per non negare la loro stessa essenza, proprio quelle istituzioni costitutive il paese che vanno dalla Parrocchia, al Comune, dalle Associazioni, ai Servizi ma anche ai singoli individui. Che restano tali, purtroppo, anche quando dovrebbero, sanamente e santamente, sciogliersi in quelle Comunioni che hanno scelto di rappresentare, guidare (o chesi preparano a farlo) solo per il Bene Comune.
Per questo fine è indispensabile prendere definitivo congedo dall’accelerazione seguendo semplicemente l’incedere lento della natura. Diversamente si inventano nemici, si scatenano conflitti, spaccature e guerre di ogni genere anche in un piccolo borgo dotato costitutivamente del contrario: tempo lento, comunità, vicinanza e pace.
Siete proprio sicuri, Villalaghesi e non- di voler procedere verso l’estinzione del Bene Comune nell’illusione che riuscirete, al tempo stesso, a conservare il Vostro?

