Aumento TARI: la maggioranza presenta il conto ai cittadini e certifica la propria inadeguatezza politica e amministrativa

Ieri mattina la maggioranza consiliare ha approvato l’aumento della TARI. Un atto che rappresenta molto più di un semplice adeguamento tariffario: è la fotografia di un’amministrazione che non riesce a governare i problemi e che sceglie di far ricadere sui cittadini il peso delle proprie difficoltà. Il sindaco e la sua maggioranza continuano a raccontare gli aumenti come “inevitabili conseguenze tecniche”, ma dietro ogni scelta amministrativa esiste sempre una responsabilità politica. Chi governa una città ha il dovere di programmare, controllare, intervenire per tempo e trovare soluzioni. Non può limitarsi a prendere atto delle criticità quando ormai il conto arriva nelle case dei cittadini. L’aumento della TARI dimostra l’assenza di una strategia chiara sul servizio rifiuti e mette in evidenza un limite ormai evidente: questa amministrazione non governa i processi, li rincorre. Non anticipa i problemi, li subisce. Non costruisce soluzioni, si limita a chiedere nuovi sacrifici ai cittadini. C’è poi il tema della cosiddetta “gara fantasma”.
Nel settembre 2025 questa maggioranza aveva annunciato con grande enfasi la volontà politica di procedere con una gara per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti. Ebbene, a distanza di mesi, ci chiediamo: a che punto siamo oggi? La realtà è che non risulta predisposto alcun atto concreto: nessun bando, nessuna determina di avvio delle procedure, nessun passo avanti rispetto a quella decisione annunciata in pompa magna. Non si può continuare a chiedere ai cittadini di pagare di più per un servizio definito “non soddisfacente” e, contemporaneamente, restare fermi senza dare seguito agli impegni assunti in Consiglio comunale. L’assenza degli atti di gara conferma un dato politico evidente: questa amministrazione non ha la forza né la capacità di governare i processi, preferendo subire l’inefficienza gestionale e scaricarne gli effetti direttamente sulle bollette dei cittadini. Anche la gestione del rapporto con Cogesa è emblematica di questo modo di amministrare.
Di fronte a una società che incide direttamente sui costi del servizio e quindi sulle tariffe pagate dai cittadini era, ed è, doveroso esercitare con fermezza il ruolo di indirizzo e controllo. Invece, ancora una volta, assistiamo a una politica che arriva tardi.
L’amministratore unico di Cogesa non ha fornito indicazioni sufficienti a consentire un quadro completo della situazione e il controllo analogo, in calendario per il prossimo 10 agosto, è stato convocato dal primo cittadino di Sulmona solo dopo la sollecitazione arrivata da quattro sindaci del territorio. Non è questo il modo in cui una città come Sulmona dovrebbe essere amministrata. Una maggioranza forte e autorevole non aspetta le sollecitazioni degli altri, non rincorre gli eventi e non scopre i problemi quando questi sono già arrivati sulle spalle dei cittadini. La vicenda TARI è quindi solo l’ultimo episodio di un problema più ampio: l’assenza di una guida politica capace di assumersi responsabilità, di esercitare il proprio ruolo e di proporre una direzione chiara per Sulmona.Oggi la maggioranza ha votato un aumento. Ma soprattutto ha certificato il proprio limite politico e amministrativo: non essere riuscita a governare un problema che finisce ancora una volta per essere pagato dai cittadini. Il costo della TARI aumenta, ma aumenta anche la distanza tra questa amministrazione e la realtà quotidiana della città.
I gruppi consiliari di opposizione