È opportuno liberare dai rampicanti la XIV Stazione della Via Crucis

Lungo la S.R. 479 Sannitica, nei pressi del Santuario di Santa Maria dell'Annunziata (nota anche come Madonna del Lago), si trovano le stazioni della Via Crucis, incastonate nel costone roccioso e conosciute localmente come “le conicelle”. Provenendo da Scanno, le edicole sacre si susseguono sulla destra, a partire dalla prima, a circa cento metri dalla chiesetta. Fanno parte di un antico percorso devozionale che la vegetazione selvaggia, anno dopo anno, tenta purtroppo di nascondere. Al loro interno sono custoditi dipinti a olio su tela storicamente datati al XVIII secolo.
Giorgio Morelli, nel suo opuscolo "La Madonna del Lago di Scanno", riporta una nota del francescano Padre Domenico di Sant'Eusanio che testimonia la storicità dell'opera:
«... quando fui a visitare questo Santuario nel maggio 1856 si stava rinnovando la Via Crucis, eretta da gran tempo lungo la strada che da quella chiesa mena al paese».
Pochi anni prima, il 19 giugno 1852, un viaggiatore inglese aveva raffigurato il santuario dal lato Est, con una prospettiva diversa rispetto al celebre disegno di Edward Lear del 1843. In primo piano, sulla destra di quell'illustrazione, compare proprio l'ultima stazione della Via Crucis, sormontata da una piccola croce sulla rupe, ai cui piedi due contadine scannesi sono inginocchiate in preghiera durante una sosta dal lavoro.
Storicamente, questa Via Crucis ha avuto il ruolo di avvicinare la popolazione locale alla devozione mariana attraverso un rituale oggi purtroppo quasi dismesso. Superata la prima stazione, il fedele si immetteva a tutti gli effetti in un'area di profonda sacralità.
Nel 2005, dimostrando grande sensibilità per la storia locale e d'intesa con l'Amministrazione Comunale, i cittadini nati nel 1955 si fecero carico del restauro delle edicole. Fu un gesto guidato dal rispetto per la devozione atavica del luogo, affinché non svanisse insieme a essa un pezzo fondamentale dell'identità culturale scannese. Da allora, tuttavia, “le conicelle” non sono più state oggetto di interventi conservativi, se si escludono alcune piccole opere di consolidamento della base rocciosa.
In questi giorni abbiamo notato che la XIV stazione è interamente invasa da piante rampicanti. La presenza di questa vegetazione rischia di danneggiare seriamente la tela interna, che raffigura la sepoltura di Cristo.
Si tratta di un intervento di manutenzione modesto ma di fondamentale importanza, che richiede massima urgenza. 
Si diffonde questa nota con l'auspicio che chi di dovere intervenga quanto prima per salvaguardare questo prezioso patrimonio.