Inaugurata Art in Act 013: a Villa Paris si celebra il mosaico tra memoria, ricerca e futuro

Una straordinaria cornice di pubblico, con oltre 500 partecipanti tra appassionati d'arte,
artisti, istituzioni, studiosi e operatori culturali, ha accompagnato l'inaugurazione della tredicesima edizione di
Art in Act. La cerimonia di apertura ha rappresentato un intenso momento di confronto culturale, nel quale i
protagonisti della manifestazione hanno offerto differenti chiavi di lettura di un progetto che, anno dopo anno,
continua a crescere, rafforzando il dialogo tra patrimonio storico, sperimentazione artistica e nuove generazioni.
Ad aprire gli interventi è stato Andrea Cingoli, direttore artistico della manifestazione, che ha illustrato i
contenuti di Art in Act 013, ripercorrendo al tempo stesso i tredici anni di attività della Fondazione Cingoli.
Un
racconto che ha alternato visione culturale e curiosità, svelando anche alcuni significativi aneddoti del
backstage organizzativo che, nel tempo, hanno contribuito a costruire una delle esperienze, di promozione
artistica, tra le più originali del panorama nazionale.
A seguire è intervenuto Roberto Cantagalli, direttore del MAR – Museo d'Arte della Città di Ravenna, che ha
ribadito il valore della presenza del Premio GAeM a Roseto degli Abruzzi, evidenziando come la
collaborazione tra il museo ravennate e la Fondazione Cingoli rappresenti un esempio concreto di sinergia tra
pubblico e privato, capace di tradurre il mecenatismo artistico in opportunità reali per i giovani autori.
Un approfondimento sul significato contemporaneo del mosaico è stato proposto da Sabina Ghinassi, tra le
curatrici del Premio GAeM, che ha illustrato come le nuove generazioni di artisti stiano reinterpretando questa
antichissima tecnica attraverso linguaggi innovativi, permeazioni espressive e nuovi materiali, mantenendo
saldo il legame con la grande tradizione storica e culturale del mosaico.
Di particolare intensità anche l'intervento di Federica De Lucia, che ha posto l'accento sul valore dell'arte come
esperienza salvifica e strumento di inclusione sociale.
Ripercorrendo il progetto "Senza Cornice", promosso
dalla Piccola Opera Charitas di Giulianova, ha evidenziato come la pratica artistica possa diventare occasione
di integrazione tra persone diverse e mezzo attraverso il quale esprimere la propria personalità e spiritualità, nel
solco dell'insegnamento di Padre Serafino, fondatore dell'istituzione.
A sottolineare il legame tra la manifestazione e il patrimonio archeologico del territorio è stata Gilda Assenti,
della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell'Aquila e Teramo, che ha
richiamato l'importanza storica dei giacimenti musivi della città di Teramo, soffermandosi in particolare sulle
testimonianze provenienti dalle domus romane e sulla documentazione fotografica degli scavi di via
Sant'Antonio, oggi ospitata negli spazi espositivi di Villa Paris.
Ha concluso gli interventi Linda Kniffitz, curatrice della mostra antologica "Bruno Zenobio. Mosaici in 4D" e
del volume dedicato ai cinquant'anni di attività dell'artista, impreziosito dagli scatti fotografici di Gino Di
Paolo. Ripercorrendo il lungo percorso creativo di Zenobio, ne ha evidenziato il ruolo di assoluto protagonista
dell'arte musiva contemporanea, sottolineandone la capacità di portare il mosaico oltre la tradizione decorativa,
fino a farne un linguaggio artistico riconosciuto anche in ambito internazionale.
Prima del taglio del nastro si è svolto anche un momento particolarmente emozionante dedicato a Bruno
Zenobio. L'artista ha ricevuto una targa di riconoscimento del Comune di Silvi, consegnata dal sindaco Mario
Nugnes, quale testimonianza della gratitudine della comunità per il prestigio conferito al territorio attraverso la
sua opera.
A questo si è aggiunto il conferimento del Guerriero di Capestrano, riconoscimento della Regione
Abruzzo, voluto dal Presidente della Giunta regionale Marco Marsilio e consegnato dalla consigliera regionale,
Marilena Rossi, in omaggio a una carriera che ha contribuito a dare lustro all'arte musiva italiana ben oltre i
confini nazionali.
L'inaugurazione ha così sancito l'avvio ufficiale di Art in Act 013, una rassegna che continua a fare di Villa
Paris un luogo privilegiato di dialogo tra memoria e contemporaneità, ricerca artistica e partecipazione,
confermando la missione della Fondazione Cingoli di investire sulla cultura come motore di crescita civile e
sociale.
La mostra, con ingresso libero, è visitabile fino al 31 ottobre 2026 e sarà aperta dal mercoledì, al venerdì dalle
18:30 alle 21:30, oltre alla possibilità di visite guidate tramite appuntamento chiamando il numero: 085
8937706.