PNALM Interventi
26 Luglio 2026, 00:08
ORSI CONFIDENTI
Franco Zunino, Segretario AIW
Sono ormai trascorsi decenni da che il fenomeno si è presentato. Sono stati indetti innumerevoli incontri e convegni e dibattiti per risolverlo. L’unica cosa che sono riusciti a fare è di dargli una definizione: “orsi confidenti”. Mai nessuno studio per capire il perché di questa confidenza e, soprattutto, le sue origini, è stato proposto e finanziato (eppure sono stati spesi miliardi in inutili ricerche di biologia e in monitoraggi!). Ora apprendiamo che il Sindaco (si noti bene, un Sindaco, non le autorità del Parco, Il Ministero dell’Ambiente, L’ISPRA, il PATOM, la Regione Abruzzo e, perché no, il WWF e Salviamo l’Orso!) di Lecce nei Marsi ha richiesto una due giorni di discussioni e dibattiti sull’argomento. Così, come si suole dire, infine la montagna ha partorito il topolino! Anziché andare alle radici del problema – che poi sono SEMPLICI: abbandono dell’agricoltura in montagna e drastica sparizione della pastorizia ovina; con disinteresse delle autorità a subentrare nelle coltivazioni, e, addirittura, il boicottaggio alla pastorizia con provvedimenti limitativi quando non proibitivi – hanno concluso con le solite cose dette e ridette, e più volte solo utili a “ciucciare” soldi pubblici che non a risolvere il problema (che poi sarebbe quello di operare per riportare gli orsi in montagna ripristinando gli antichi stati rurali che per migliaia di anni hanno contribuito a mantenerveli; a costo di farlo artificialmente per pubblica iniziativa!).
E vediamole le cose tirate fuori dal cappello a cilindro del Sindaco di Lecce nei Marsi, secondo le sue “conclusioni” (riportate in corsivo): «cattura degli orsi e loro collarizzazione (non sono mai servite a nulla, se non a soddisfare gli studiosi per raccogliere dati utili nelle loro pubblicazioni!); turni di sorveglianza per i guardia parco per intercettare gli orsi affinché evitino il loro ingresso nelle aree urbane (non si dice però con quali metodi dovrebbero impedirlo!); rafforzamento del personale addetto al monitoraggio e impegni straordinari di lavoro (come se contare gli orsi e stabilire dove vivono servisse a risolvere il problema!); sistemazione di fontali montani per favorire l’abbeverata degli orsi (fontanili che già esistono e da millenni hanno sempre soddisfatto gli orsi, e che se sono, almeno alcuni, oggi scarsi d’acqua, è solo perché si è impedito al pascolo di utilizzarli e gestirli come un tempo, e alla scarsa piovosità!); installazioni di nuovi secchi anti orso nelle località oggetto delle loro incursioni (come se non avessero già speso migliaia e migliaia di euro in questi nuovi marchingegni, senza che per questo l’orso non continuasse nelle sue incursioni: visto che l’orso è ben conscio che sono le case dell’uomo a “produrre” ciò di cui da decenni ormai va alla ricerca!); far ritardare di almeno un’ora il ritiro la raccolta dell’umido (secondo il Sindaco, affinché i cittadini mettano fuori dalle porte i bidoni dell’umido appena poco prima del loro ritiro: ignorando che gli orsi hanno ormai da tempo acquisito il fatto che è fuori dalle case dell’uomo che si trovano i bidoni; e a loro non interessa l’orario né il perché non li dovesse più trovare. Ma forse è perché il Sindaco spera così di far cambiare agli orsi quell’apprendimento che, però, una volta acquisito, ormai è cosa dura farglielo dimenticare: a costo di spostarsi di paese in paese!); costringere i cittadini coltivatori di orti e frutteti a ritirare i loro prodotti, con l’aiuto dei volontari (nessuno si è chiesto a quale momento della maturazione si dovrebbe fare questa assurda raccolta? Perché è noto come i frutti si raccolgano solo a maturazione avvenuta, e non è che gli orsi siano esigenti come l’uomo, per cui si accontentano anche di frutti non ancora giunti a maturazione, così come dei frutti caduti al suolo e deperenti: o si vuole impedire ai produttori di godere dei loro prodotti? Perché l’unico modo è proprio questo: raccogliere i frutti prima che giungano a maturazione. E' questo che vuole il Sindaco?).»
Un tempo qualcuno ha detto, ma ci stanno o non ci stanno con la testa questi geni messi al potere amministrativo di Comuni, Enti, Regioni e Ministeri? Visto che le autorità sanno solo uscirne con questi tipo di risoluzioni, e pensano soprattutto agli introiti da turismo per fare arricchire il commercio e l’economia e dei paesi (che dovrebbe competere ad altri organismi, e caso mai sotto il controllo delle autorità preposte alla difesa dei diritti dell’orso!), ad organizzare eventi artistici e musicali nei delicati habitat dell’orso marsicano e nelle riserve integrali che li dovrebbero salvaguardare, per non dire degli eventi sportivi che sempre in nome del dio turismo ogni anno si organizzano nell’areale primario di vita dell’orso, come non pensare che avesse ragione il premio Nobel Albert Einstein quando disse che "non si possono risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che li ha creati". Oggi forse più che di zoologi e di pubblici amministratori che tutto hanno imparato sui banchi universitari, servirebbero un poco più di contadini e di pastori! PS. Si rassegnino i cittadini dei paesi della Marsica e dell’Abruzzo in genere: sono stati gli orsi marsicani a dare vita a quelle “comunità a misura d’orso” che tanto piace alle autorità in quanto alibi giustificativo per non saper risolvere quel problema che con il loro stesso comportamento hanno contribuito a creare! Solo che ora sono stati gli orsi ad avere, di fatto, creato una “comunità a misura d’uomo”!

