La Festa di San Liborio a Scanno

Oggi a Scanno si celebra la festa di San Liborio Vescovo, una tradizione che affonda le sue radici agli inizi del Settecento. Ogni anno gli scannesi raggiungono in pellegrinaggio la suggestiva chiesetta rurale dedicata al santo, situata a circa cinque chilometri dal paese lungo la SS 479 in direzione di Passo Godi.
La ricorrenza, che cade il 23 luglio, prevede due Sante Messe, una al mattino, alle ore 8.30, e una nel pomeriggio, alle ore 18.00, oltre a momenti di preghiera e raccoglimento. Per tutta la giornata la chiesa resta aperta ai pellegrini.
San Liborio, vescovo di Le Mans vissuto nel IV secolo, è particolarmente venerato come protettore di chi soffre di calcolosi renale. La devozione nei suoi confronti nasce da antiche tradizioni legate alla sua intercessione miracolosa. Per questo motivo, nel corso dei secoli, molti fedeli hanno offerto ex voto costituiti dai calcoli espulsi come segno di ringraziamento per la guarigione ottenuta.
La costruzione della chiesetta è strettamente legata alla devozione di Don Aniello Antonio Ciancarelli, un possidente dell’epoca. Un documento autografo del 23 febbraio 1703 testimonia l’acquisto della Masseria delle Forme, situata nelle campagne di Scanno, insieme ai terreni circostanti. Da questa proprietà ebbe origine il progetto che portò all’edificazione della chiesa dedicata a San Liborio.
La pala d'altare è dedicata a San Liborio e non sembra raffigurare un episodio storico preciso della vita del santo (come una guarigione o un miracolo specifico), bensì un tema molto diffuso: la gloria celeste del santo e la sua devozione alla Vergine Maria con il Bambino Gesù, circondata da angeli e cherubini, seduta sulle nubi in una manifestazione celeste, con Maria che tende la mano, in un gesto che suggerisce intercessione, benedizione o chiamata divina, verso il santo in basso, inginocchiato e vestito con i paramenti episcopali (mitra e pastorale), rivolto verso la Madonna in atteggiamento di adorazione e preghiera. Gli angeli che lo circondano sottolineano il carattere soprannaturale dell'evento e la sua santità.
L'ambientazione è completata da una monumentale architettura classica, caratterizzata da grandi colonne in pietra, che conferiscono solennità alla composizione. Sullo sfondo si intravede un paesaggio con acqua, vegetazione e piccole figure.
Un dettaglio interessante è l'angelo in basso a sinistra che regge il libro sul quale sono poggiate alcune piccole pietre che rappresentano i calcoli renali.
All’inizio del Settecento il culto di San Liborio era particolarmente sentito a Scanno. Ne è testimonianza anche la statua del santo collocata nella Chiesa di Sant’Eustachio, ricostruita nel 1712 dopo la demolizione dell’edificio precedente, gravemente danneggiato dal terremoto di Sora del 1654.
Preziose informazioni sulle origini della chiesa provengono dal diario dello stesso Ciancarelli, che racconta la costruzione dell’edificio, realizzata a proprie spese dal 1703 con l’autorizzazione della Curia Vescovile di Valva e Sulmona, e i primi anni delle celebrazioni religiose.
Il 23 luglio 1705 la nuova chiesa fu aperta al culto. La benedizione venne impartita da Don Francesco Di Placido, arciprete di Scanno e dottore in Sacra Teologia. Nello stesso giorno fu celebrata la prima Messa, accompagnata da una solenne funzione cantata e musicale cantata, e il Cantore si fu D. Michelangelo Colarossi. 
Nel suo diario, Ciancarelli ricorda che durante quella prima festa furono celebrate altre quattordici Messe lette. Tra i sacerdoti presenti figurava anche Don Albenzio Ciancarelli. Particolare rilievo ebbe la presenza del Signor Principe di Scanno D. Tommaso D’Afflitto, il quale con la solita sua magnanimità volle onorare con la sua propria persona la tavola dei sacerdoti.
L’anno successivo, il 23 luglio 1706, si svolse la seconda celebrazione in onore di San Liborio, con una Messa cantata dal vicario foraneo Don Francesco Baiocco e numerose altre funzioni religiose.
Nel 1745, anno della pubblicazione del Catasto Onciario di Scanno, la chiesetta risultava di proprietà di D. D. Gianfrancesco Ciancarelli, all’epoca di 47 anni, facoltoso possidente locale nel cui nucleo familiare, oltre alla moglie venticinquenne donna Clevia Monziani di Francavilla ed il figlio di tre anni, Aniello Antonio, erano presenti anche i due fratelli Giuseppe Nicolò e Salvantonio, entrambi degenti a Napoli, oltre a sei “servitori”.  
Oltre alla residenza signorile situata nei pressi della Chiesa di San Giovanni, “la casa palaziata di membri trentadue ove abita, sita in luogo detto la strada”, egli possedeva vasti terreni, numerosi capi di bestiame, tra i quali 1.400 “pecore negre”, trentotto cavalli e giumente, sette buoi d’aratro, cinquantadue vacche e 24 somari, e la Masseria delle Forme, comprendente abitazione, stalle, pagliai, orto e la stessa chiesa dedicata a San Liborio.
Agli inizi dell’Ottocento la proprietà passò al nipote di Gianfrancesco, il sacerdote Vincenzo Ciancarelli, figlio di Aniello Antonio e Rosa Parente. Alla sua morte, avvenuta nel 1827 senza eredi, i beni cambiarono nuovamente proprietario.
Nel 1874 la masseria e la chiesetta risultavano intestate alla famiglia Di Rienzo ed in particolare a “Di Rienzo Nunzio, Antonio, ed Adriano zio e nipoti”. Dopo vari passaggi ereditari, la proprietà fu suddivisa tra diversi membri della famiglia, che ne mantennero il possesso negli anni successivi.
Ancora oggi la chiesetta di San Liborio rappresenta un importante luogo di fede e di memoria storica per la comunità di Scanno, custodendo una tradizione che da oltre tre secoli continua a richiamare fedeli e pellegrini.