Villalago Editoriali
20 Luglio 2026, 00:01
Il lunedì del direttore
Ad Amarena, mia concittadina e confidente, sul consiglio congiunto Villalago-Scanno e su altro ancora
Roberto Grossi
Mercoledì 15 Luglio, cara Amarena, si è svolto a Villalago nella sala polifunzionale il consiglio congiunto tra i Comuni di Villalago e Scanno, con all’ordine del giorno: il mantenimento dell'attività della Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) San Domenico, presidio fondamentale per l’Alta Valle del Sagittario ( la cronaca nella pagine del 16 Luglio 2026). Era presente il Consigliere regionale Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia.
Tutto si è svolto con gli interventi dei due sindaci e dei capigruppo in linea con la delibera di giunta, che è stata votata all’unanimità. Da sottolineare il ringraziamento espresso al Comitato per la Rsa che ha avuto il merito di “svegliare i dormienti”, per dirla con il filosofo Eraclito di Efeso (V secolo a.C.), che divideva la società in due categorie: i dormienti (le persone incapaci di comprendere le leggi profonde della realtà) e gli svegli (i filosofi, che utilizzano la ragione per comprendere il Logos).
Il consigliere Silla del Comune di Scanno ha proposto di integrare il punto otto della delibera (Istituire un tavolo operativo permanente, composto dai sindaci e dai capigruppo consiliari delle due amministrazioni) con la partecipazione del Comitato per la Rsa.
La proposta non è stata ben accetta e nel dibattito tra i no e i sì si è trovato l’escamotage della presenza del comitato “solo se necessario”.
Gli “Svegli” hanno ben capito che la spina, che nessuno voleva attorno al tavolo operativo era il direttore del sito on line “La piazza di Scanno”, che con i suoi articoli cerca anche con parole forti di “svegliare i dormienti”.
Nel dialogo l’Apologia di Socrate di Platone, Socrate stesso si paragona a un tafano inviato dagli dei per tormentare e "svegliare" la città di Atene dal suo torpore morale.
Il dialogo (in realtà è un monologo) riporta la difesa che Socrate tenne davanti al tribunale di Atene nel 399 a.C., quando fu accusato di empietà e di corrompere i giovani. Platone era presente al processo e riporta fedelmente le seguenti parole del suo maestro: Se mi condannerete, non troverete facilmente un altro uomo come me, messo al fianco della città dal dio – sebbene l'espressione possa sembrare ridicola – come al fianco di un cavallo grande e nobile, ma un po' pigro per la sua stessa mole, e che ha bisogno di essere stimolato da un tafano. Credo che il dio mi abbia posto sulla città con questa funzione: non smettere mai di stimolarvi, di persuadervi, di rimproverarvi uno per uno, standovi addosso tutto il giorno, dovunque vi troviate.
Platone usa questa immagine per chiarire qual è il vero ruolo del filosofo nella società. Ai tempi nostri questo ruolo è assegnato ai giornali, soprattutto a quelli locali.
Il loro dovere è informare i cittadini su tutto ciò che impatta direttamente la loro vita quotidiana, di vigilare su chi detiene il potere, di controllare come vengono spesi i soldi pubblici, di indagare su speculazioni edilizie, problemi ambientali o disservizi sanitari sul territorio e di dar voce ai cittadini che segnalano problemi disattesi dalle istituzioni. Ospitano le lettere al direttore, le opinioni dei lettori e i dibattiti sulle scelte che riguardano il futuro del paese.
Tutto questo crea cattivi rapporti con i sindaci, un terreno minato, una sorta di "amore e odio" istituzionale. Anche se pubblicamente ogni sindaco dichiarerà di rispettare la libertà di stampa, nei corridoi del municipio il giornale locale è spesso visto come una spina nel fianco.
Quando pubblica la lettera di un cittadino arrabbiato o una foto-segnalazione di degrado, costringe il sindaco e i suoi assessori a rincorrere l'emergenza per evitare il danno d'immagine, modificando spesso l'agenda di lavoro della giunta in base a ciò che è finito in prima pagina.
- E gli improperi e le bestemmie si sprecano su chi scrive.
- E tu lo sai bene, cara Amarena, come conosci tutti i torti che il nostro sindaco mi riserva in continuazione.
- E fa bene, perché tu stai sempre a criticare, a parlar male su tutto quello che fa.
- Certo tu lo devi difendere perché ti ha dato la cittadinanza onoraria di Villalago, ti ha messo sullo stesso piano di San Domenico.
Sappi, cara Amarena, che un giornale locale non è solo questo, ma è molto di più, perché racconta le storie delle persone comuni, racconta i matrimoni, le nascite e si addolora quando muore un nostro concittadino. Inoltre mantiene viva la memoria storica e le tradizioni della comunità.
Senza questo mezzo d’informazione, molte realtà territoriali diventerebbero "invisibili", lasciando i cittadini meno informati e le amministrazioni pubbliche meno responsabili delle proprie azioni.
Sappi ancora, che prima dell'avvento dei social network, il sindaco aveva bisogno del giornalista per parlare al paese. Oggi ha il suo "giornale personale" in tasca: il suo profilo Facebook, Instagram o TikTok. È il regista assoluto della propria narrazione. Decide lui l'inquadratura: mostra solo i tagli del nastro, le strette di mano e i parchi puliti.
Il problema nasce quando il giornale locale va a fotografare il parco pieno di erbacce o l'opera incompiuta che il sindaco non mostra sui social. Il giornale "buca" la bolla perfetta creata dall'amministrazione, generando enorme fastidio e un totale risentimento.
- Sì e così! Ed ecco perché non vi vogliono attorno ai tavoli operativi, perché rompete solo le scatole e poi scrivete solo quello che vi fa comodo.
Cara Amarena, chiudo dandoti ragione. Ed ecco perché come giornalista, per dirla col grandissimo Groucho Marx, Non voglio mai far parte di un gruppo, di un’associazione, di un comitato, di un tavolo, ma nemmeno di una sedia, che accettasse, tra i suoi membri uno come me.
Essere giornalista, significa mantenere la propria libertà, la propria indipendenza ed essere a servizio della deontologia professionale.

