Valle Peligna Interventi
18 Luglio 2026, 06:30
UNA GIOSTRA A PASSO DI BERSAGLIERE
Mario Pizzola
Nella presentazione della Giostra cavalleresca è stato annunciato che quest’anno nel corteo storico sfileranno anche i Bersaglieri, i quali in piazza Maggiore “daranno vita ad un’emozionante esibizione”. Il presidente della Giostra, il Comune di Sulmona e gli enti finanziatori dell’evento dovrebbe spiegare cosa c’entrano i Bersaglieri con la “Giostra d’Europa della pace in nome di Celestino V”. I Bersaglieri fanno forse parte della storia che la Giostra intende rievocare e tramandare? Magari l’anno prossimo potrebbero sfilare anche altri corpi militari e, perché no, anche i blindati Lince e i carri armati Ariete che potrebbero dare vita a spettacolari manovre.
La Giostra è nata come una manifestazione civile di carattere storico e tale dovrebbe restare. Da qualche tempo è in atto una evidente penetrazione della presenza militare in diversi ambiti della vita civile. Nelle scuole si fa propaganda per l’arruolamento dei giovani. Nelle rassegne militari perfino i bambini vengono invitati a prendere dimestichezza con l’uso delle armi. Quella che si respira è una diffusa atmosfera militaresca. Lo scorso anno venni cacciato dalla forza pubblica da un evento in cui si premiavano degli studenti; la “colpa” era quella di aver mostrato un cartello con una frase di Papa Francesco: “Educare i giovani alla pace e non alla guerra”.
Del resto, la grande maggioranza dei leader europei lo ripetono come un mantra: “Dobbiamo prepararci alla guerra”. Anzi, hanno anche fissato la data entro la quale la guerra potrebbe avvenire in Europa, entro il 2030. Per questo hanno deciso di spendere 800 miliardi di euro. A essere felice è l’industria militare che scoppia di commesse, con risorse che verranno sottratte a bisogni vitali dei cittadini quali sanità, istruzione, servizi sociali.
L’alleanza militare–industriale–finanziaria sta facendo di tutto per convincerci della inevitabilità della guerra. Quindi dobbiamo abituarci a vedere i militari dappertutto, anche in una Giostra che affonda le sue radici in un lontano passato. E la nostra classe politica di governo (e non solo), hackerando le nostre menti, fa da cassa di risonanza e braccio operativo, invece di spendere tutte le proprie energie per costruire una realtà in cui sia la pace a diventare inevitabile. Ciò ben sapendo che la prossima guerra, in un mondo in cui vi sono più di 12.500 testate atomiche pronte per essere usate, potrebbe essere l’ultima.
Come pure sanno che a versare il sangue saranno, come sempre, le classi subalterne e non i figli dell’élite politica, né tanto meno i figli dei detentori del potere reale cioè coloro che hanno in mano le leve dell’economia e della finanza. Davvero dobbiamo accettare passivamente tutto questo o abbiamo ancora volontà e capacità di spazzare via dalla nostra vita, e da quella di chi verrà dopo di noi, questo futuro da incubo?
Mario Pizzola, (Movimento Nonviolento – Sulmona)

