Villalago Cronaca
16 Luglio 2026, 00:03
RSA San Domenico: Villalago e Scanno uniscono le forze
Approvata all’unanimità la delibera per salvare il presidio sociosanitario
Antonio Leonardo Caranfa
Una seduta definita da più interventi come “storica” quella svoltasi ieri, 15 luglio 2026, nella sala polivalente di Villalago, dove alle ore 17.40 si è riunito, per la prima volta, il Consiglio comunale congiunto dei Comuni di Villalago e Scanno. Al centro dell’incontro il futuro della RSA San Domenico, presidio sociosanitario considerato strategico per l’intera Alta Valle del Sagittario.
Alla seduta hanno preso parte i sindaci dei due Comuni, i rispettivi consiglieri comunali, numerosi cittadini, il consigliere regionale Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, oltre a rappresentanti istituzionali e membri del Comitato spontaneo nato per la salvaguardia della struttura.
Il lavoro svolto negli ultimi mesi
Aprendo i lavori, il sindaco di Villalago ha ripercorso le iniziative intraprese dall’Amministrazione comunale dopo le prime notizie riguardanti la possibile perdita dei posti accreditati della struttura.
Tra i passaggi ricordati figurano gli incontri con il gestore della RSA, le numerose comunicazioni inviate agli uffici regionali competenti, le interlocuzioni con l’Assessorato alla Sanità e con l’Assessorato al Bilancio della Regione Abruzzo, nonché le valutazioni effettuate sulla possibilità di un eventuale acquisto della struttura da parte del Comune.
È stato inoltre evidenziato come, sul piano strettamente giuridico, gli spazi di intervento siano limitati dalla normativa vigente, pur esistendo alcuni precedenti giurisprudenziali, richiamati anche nella delibera, che potrebbero rappresentare un possibile riferimento nell’eventuale tutela del presidio.
Nel corso della relazione è stato ribadito come l’eventuale acquisizione dell’immobile, pur rappresentando una soluzione da valutare, non sarebbe di per sé sufficiente a risolvere la problematica, che riguarda soprattutto il mantenimento dei posti accreditati e della continuità del servizio.
Un presidio sanitario ma anche sociale ed economico
Nel corso degli interventi è emersa una posizione condivisa da entrambe le amministrazioni: la RSA San Domenico non rappresenta soltanto una struttura sanitaria, ma costituisce uno dei principali presidi sociali dell’Alta Valle del Sagittario.
Più consiglieri hanno sottolineato come la struttura garantisca assistenza alle persone anziane e fragili, rappresenti un importante punto di riferimento per le famiglie e assicuri numerosi posti di lavoro in un territorio già fortemente interessato dallo spopolamento.
È stato inoltre evidenziato come il trasferimento dei posti accreditati comporterebbe non soltanto un impoverimento dell’offerta sanitaria locale, ma anche ricadute occupazionali ed economiche significative sull’intero comprensorio.
L’appello alla Regione
Diversi interventi hanno rivolto un appello diretto alla Regione Abruzzo affinché venga individuata una soluzione capace di garantire la permanenza della RSA nel territorio montano.
Nel dibattito è stato ricordato come le aree interne presentino caratteristiche profondamente diverse rispetto ai grandi centri urbani e come la programmazione sanitaria debba tener conto delle difficoltà legate alla conformazione geografica, alle distanze dai servizi essenziali e alla bassa densità abitativa.
Più consiglieri hanno inoltre richiamato l’attenzione sulle ulteriori criticità che interessano il territorio, in particolare la carenza di medici di medicina generale e le difficoltà nel garantire servizi sanitari continuativi nelle zone montane.
È stato ribadito che il diritto alla salute non può essere valutato esclusivamente attraverso criteri numerici o economici, ma deve assicurare pari opportunità di accesso ai servizi anche ai cittadini residenti nelle aree interne.
Il ringraziamento al Comitato cittadino
Nel corso della seduta è stato espresso un ringraziamento nei confronti del Comitato spontaneo nato per la salvaguardia della RSA San Domenico, riconoscendone il ruolo svolto nel mantenere alta l’attenzione pubblica sulla vicenda e nel sensibilizzare istituzioni e cittadini.
Diversi interventi hanno evidenziato come la mobilitazione della comunità abbia contribuito a portare la questione all’attenzione degli enti competenti e ad accelerare il confronto istituzionale.
L’intervento del consigliere regionale Massimo Verrecchia
Nel corso della seduta è intervenuto anche il consigliere regionale Massimo Verrecchia, che ha ringraziato le amministrazioni comunali per il lavoro svolto e per la sensibilità dimostrata nei confronti della tutela dei servizi nelle aree interne.
Nel dibattito è stata inoltre richiamata la necessità di contrastare lo spopolamento delle zone montane, garantendo la permanenza dei servizi sociosanitari essenziali e affrontando contestualmente anche il tema della carenza di personale sanitario e dei medici di base.
Durante il confronto è stata inoltre richiamata un’apertura, da parte del consigliere Mariassunta Gatta, sulla possibilità di incrementare i posti accreditati della struttura, portandoli da 16 a 19, elemento accolto con interesse dai presenti, non che dal consigliere regionale pur nella consapevolezza che il percorso amministrativo dovrà proseguire.
Il contenuto della delibera
Successivamente è stata letta integralmente la proposta di deliberazione congiunta.
Il documento ripercorre la storia della RSA San Domenico dalla sua costituzione fino all’attuale gestione privata, ricostruisce il ruolo svolto dalla struttura sul territorio e richiama numerosi riferimenti normativi, costituzionali e giurisprudenziali a sostegno della richiesta avanzata dai due Comuni.
Con la delibera, approvata all’unanimità da entrambi i Consigli comunali, viene espressa la volontà di mantenere operativa la RSA San Domenico a Villalago, riconoscendone il ruolo di presidio sociosanitario strategico per l’intero comprensorio.
Il documento impegna inoltre la Regione Abruzzo a promuovere ogni iniziativa utile a scongiurare la chiusura o il ridimensionamento della struttura, prevedendo misure di sostegno dedicate alle RSA operanti nelle aree montane e riconoscendo il valore della struttura nell’ambito della programmazione sanitaria regionale.
Tra gli impegni approvati figurano anche il coinvolgimento dei consiglieri regionali del territorio, l’istituzione di un tavolo operativo permanente tra le amministrazioni comunali e la possibilità di promuovere eventuali azioni di tutela anche sul piano legale.
Il confronto sul Comitato
Durante la discussione finale il consigliere Silla (Scanno) ha proposto di integrare la delibera prevedendo la partecipazione del Comitato spontaneo all’interno del tavolo operativo permanente.
Sulla proposta si è sviluppato un confronto tra consiglieri e amministrazioni, nel quale è stato evidenziato come il ruolo del Comitato sia stato unanimemente riconosciuto e apprezzato, pur rilevando alcune valutazioni di carattere formale relative alla sua natura giuridica.
Nel corso del dibattito è stata comunque manifestata la volontà politica di continuare a coinvolgere il Comitato e i cittadini nelle future iniziative dedicate alla salvaguardia della RSA.
Nelle fasi conclusive della seduta il consigliere Silla ha inoltre sollevato una questione procedurale riguardante la votazione della delibera. Dopo il confronto tra Presidenza, Segretario comunale e consiglieri, la seduta è proseguita con la dichiarazione di immediata eseguibilità del provvedimento.
Un percorso appena iniziato
La seduta si è conclusa con un messaggio condiviso da tutti gli intervenuti: il Consiglio comunale congiunto non rappresenta il punto di arrivo della mobilitazione istituzionale, bensì l’inizio di un percorso comune tra Villalago, Scanno e Regione Abruzzo finalizzato a garantire la permanenza della RSA San Domenico e la tutela dei servizi essenziali nelle aree interne dell’Alta Valle del Sagittario.
L’approvazione unanime della delibera rappresenta così il primo atto formale di una strategia condivisa che le due amministrazioni intendono portare avanti nelle sedi istituzionali competenti, con l’obiettivo di salvaguardare un presidio ritenuto fondamentale non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale, occupazionale e territoriale.





