RSA "San Domenico": oggi Consiglio comunale congiunto tra Villalago e Scanno

Alle ore 17:00 di oggi, mercoledì 15 luglio, la Sala Polifunzionale di Villalago ospiterà una seduta straordinaria e pubblica del Consiglio comunale congiunto tra i Comuni di Scanno e Villalago. 
Unico punto all'ordine del giorno: il mantenimento dell'attività della Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) "San Domenico", presidio fondamentale per l’Alta Valle del Sagittario.
Si tratta di un appuntamento storico per il territorio: a memoria d'uomo, infatti, è solo la seconda volta che le assisi civiche dei due paesi — distanti appena sei chilometri e legati dalla gestione condivisa del lago — si riuniscono in una seduta comune.

La "San Domenico" è una struttura interamente privata, sia per quanto riguarda la proprietà dell’immobile, sia per la gestione. Gravata da costi energetici e di gestione ormai insostenibili, la RSA rischia la chiusura definitiva il prossimo ottobre.Il vero terreno di scontro, però, è politico e sociale. Riguarda, infatti, i sedici posti letto accreditati dalla Regione Abruzzo alla RSA di Villalago che l'attuale gestore intende trasferire in un’altra sua struttura fuori dal territorio montano.

Il Consiglio congiunto di oggi arriva dopo settimane di mobilitazione. Lo scorso mercoledì 10 giugno, sindaci e capigruppo consiliari dei due Comuni si erano riuniti a Villalago per concertare un'azione di sensibilizzazione, decidendo di coinvolgere i rappresentanti della Regione Abruzzo eletti nel territorio: la vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia e le consigliere Antonietta La Porta e Maria Assunta Rossi.
Il successivo tavolo di confronto con le suddette consigliere, tenutosi lunedì 22 giugno sempre a Villalago, non ha però portato a sbocchi concreti, lasciando la vertenza in una fase di stallo. 
Per sbloccare la situazione, alla seduta odierna sono stati invitati, oltre ai consiglieri regionali del territorio, anche il Presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessora alla Sanità, Nicoletta Verì.
Le ipotesi circolate in questi giorni, per scongiurare la chiusura e salvare i posti di lavoro e di degenza, sono principalmente due: 
- contribuire con fondi comunali alle pesanti spese di riscaldamento ed energia elettrica per alleggerire i costi del privato;
- procedere all'acquisizione dell'immobile da parte pubblica per riconvertire la struttura da RSA a RA (Residenza Assistenziale).