Scanno e le sue storie nel volume “L'Abruzzo al centro del Mondo”

SCANNO – La presentazione del SESTO volume  “L’ABRUZZO AL CENTRO DEL MONDO”, curato dal giornalista italo-americano Dom Serafini, ha rappresentato un momento di incontro e riflessione dedicato alla memoria, all'identità e al patrimonio culturale della comunità. Il volume raccoglie le storie di persone che, attraverso il proprio lavoro, la cultura e le proprie esperienze, mantengono vivo il legame con l'Abruzzo anche oltre i confini della regione.
Ad aprire l'incontro è stato lo stesso Dom Serafini, che ha illustrato il significato del progetto editoriale e il valore delle testimonianze raccolte nel volume, sottolineando l'importanza della memoria come patrimonio condiviso e del ruolo della stampa nel custodire e tramandare le storie delle comunità.
La manifestazione, moderata dalla giornalista e attivista Eleonora Giansante De Nardis, ha poi dato spazio a tre testimonianze accomunate dalla volontà di raccontare Scanno attraverso esperienze diverse, ma profondamente legate alla sua identità.
La prima a intervenire è stata Palmina, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella memoria del paese attraverso il racconto della storica edicola di famiglia e della figura di Giusippillo, autentico cantastorie della tradizione scannese. Il suo intervento ha restituito il valore dell'edicola come luogo di incontro, di dialogo e di socialità, punto di riferimento per generazioni di scannesi. Un patrimonio di memoria che continua a vivere grazie all'impegno di Valentino e Palmina e al lavoro della stampa locale, che negli anni ha raccontato la vita della comunità.
È intervenuto quindi Maurizio Di Vitto, che ha ripercorso la propria esperienza nel mondo del cinema e della comunicazione audiovisiva, soffermandosi sul valore delle immagini come strumento capace di conservare e trasmettere la memoria dei territori. Nel corso del suo intervento ha ricordato anche il riconoscimento ricevuto con l'Oscar e il ruolo del linguaggio cinematografico nel raccontare persone, luoghi e comunità.
A seguire, Liliana Spacone, fashion designer e studiosa del costume tradizionale scannese, ha ripercorso il proprio percorso di ricerca dedicato all'abito muliebre di Scanno, simbolo della storia, dell'identità e della cultura della comunità.
Partendo dall'esperienza più recente del 2025 , ha ricordato la partecipazione al Bologna Fashion Festival, dove, nella prestigiosa cornice di Palazzo Pepoli, ha presentato il progetto "Intrecci di Memoria – Arte, Moda e Simboli dal Cuore d'Abruzzo". Un'occasione che ha portato il costume tradizionale di Scanno in un contesto dedicato alla cultura e alla creatività, proponendo una riflessione sul dialogo tra tradizione e contemporaneità.
Ha quindi ricordato il progetto "Intrecci e Trame"(2024), una sfilata nata come naturale prosecuzione del percorso di ricerca sul costume tradizionale scannese. L'iniziativa ha messo in dialogo memoria, artigianalità, ricerca e creatività, con l'obiettivo di valorizzare il significato culturale dell'abito tradizionale e renderlo vicino anche alle nuove generazioni.
Nel ripercorrere questa esperienza, Liliana Spacone ha ricordato anche il video realizzato nell'ambito del progetto, con l'editing curato da Maurizio Di Vitto, nato per raccontare attraverso le immagini il percorso di studio e valorizzazione del costume tradizionale di Scanno.
Infine ha richiamato il primo appuntamento pubblico di questo percorso, il 20 agosto 2016, quando sulla terrazza del Park Hotel, affacciata sul lago di Scanno, furono presentate grafiche e creazioni ispirate al costume tradizionale. Un'iniziativa che segnò l'avvio di un percorso di ricerca e divulgazione volto a raccontare il patrimonio culturale scannese attraverso la moda e nuovi strumenti di comunicazione.
L'incontro ha offerto l'occasione per mettere a confronto esperienze diverse ma unite da un obiettivo comune: custodire e trasmettere la memoria di Scanno attraverso la cultura, il racconto e l'impegno di chi continua a valorizzarne l'identità.