Elzeviri
12 Luglio 2026, 00:18
OGNI ALTRO MALE, OGNI ALTRA VITA
Matilde Di Cesare
Adriana Zarri, nei suoi interventi sul «Manifesto» e «Lotta continua», animava la discussione su un tema molto sentito in quell'area: come abolire la carne nella nostra alimentazione e nutrirsi di soli vegetali. La teologa Zarri prospetta una soluzione di impatto scioccante. Al vostro coniglietto, alla vostra ochetta, alla gallinella abbiate il coraggio di tirare, con le vostre mani, il collo e poi mangiatene. Questa immagine, che ad altra remotissima rimanda, viene corredata da una fastidiosa motivazione replicante il potere dell'uomo sull'animale: mi sei molto caro, soffro nello strangolarti, ma poi, questo è l’ultimo servizio che ti rendo, mangiandoti entrerai a far parte di una vita più cosciente.
Plutarco, ricordando il celebre episodio omerico di Circe che trasforma in maiali i compagni di Odisseo, compone un breve dialogo dove la questione se gli animali abbiano la ragione, se possiedano virtù paragonabili a quelle degli uomini, viene dibattuta fra Odisseo stesso e uno dei compagni trasformato in maiale. In questo confronto, che oppone la più stolida delle bestie a quello che è universalmente considerato il più intelligente degli uomini, si verifica un capovolgimento di valori: il maiale rifiuta di tornare alla condizione umana perché la vita animale è superiore. Gli animali sono superiori agli uomini per intelletto, per virtù morali e per cuore. Stupefacente.
Rosa Luxembourg, in una lettera del dicembre 1917 a Sonja Liebknecth, racconta di aver incrociato, nel cortile del carcere dove era detenuta, lo sguardo di un bufalo selvaggiamente bastonato. Anche lei prigioniera della brutalità umana, riconosce in quella creatura il proprio stesso dolore.
Accade a Umberto Saba che, davanti ad una capra bagnata dalla pioggia, sente nel suo belato «querelarsi ogni altro male, ogni altra vita».



