Da William Shakespeare a Elias Canetti passando per Ennio Flaiano e concludendo “assurdamente” con Eugène Ionesco

Sono stati cinque gli appuntamenti presso la Sala Polifunzionale “I Pioppi” a Giulianova, in provincia di Teramo, che hanno visto in scena attrici e attori di tutte le fasce di età.

1 e 2 luglio – “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE”
Ispirato all’opera di Shakespeare, portato in scena con due gruppi distinti di allievi 6-10 anni.
Tutto inizia con l’”invasione” dei piccoli attori che, avanzando dal fondo della platea e districandosi tra la fitta vegetazione immaginaria, conquistano il palcoscenico sul quale si anima un bosco fuori dal tempo, dove fate, artigiani e giovani ateniesi si ritrovano intrecciati in una notte di equivoci, incantesimi e amori scambiati.
Niente è come sembra, tanti equivoci, litigi e amori ma l'alba di un nuovo giorno rimette tutto al suo posto... o quasi. Piccoli attori disinvolti, ironici e divertiti lasciano letteralmente a bocca aperta gli spettatori.

3 luglio – “UN MARZIANO A ROMA”
Ispirato all’opera di Ennio Flaiano.
Gli attori Junior del Teatro Knà 11-13 anni incantano il pubblico, creano momenti di suspense e riescono anche a farlo ridere a crepapelle, forse l’obiettivo più difficile da raggiungere in scena.
Un essere venuto da lontano atterra nella città eterna e la osserva con gli occhi di chi non conosce le nostre abitudini, le nostre manie, le nostre piccole vanità. I ragazzi ci guidano in un viaggio surreale e irresistibile, perché a volte serve uno sguardo alieno per vedere finalmente le cose come stanno: “Al popolo dategli un motivo di distrazione e ci puoi fare quello che vuoi...”

5 luglio – “VANITAS”
Con il gruppo degli Adulti dai 18 anni in su. Liberamente ispirato all’opera forse meno conosciuta di Elias Canetti, autore del saggio “Massa e potere”.
Una scelta coraggiosa, sia per la tematica che per la complessità del testo. Gli attori tutti hanno assorbito e interpretato magistralmente l’opera.
In scena si susseguono momenti di “confusione” felliniana, pura poesia, coreografie suggestive, immersive, “distorte”, canti emozionanti e momenti di ilarità, dietro ai quali si nasconde una realtà crudele di un regime totalitario che, anziché bruciare libri, pretende che vengano distrutti tutti gli oggetti di vanità: “specchietti, ritrattini e silhouette”.
La massa esegue esaltando chi è al potere, ma contemporaneamente inizia a perdere il controllo della propria identità e comincia un decadimento psicologico e fisico che inesorabilmente la svuota di ogni dignità e la lobotomizza facendola morire lentamente con le parole del poeta russo Velimir Chlebnikov: “Quando stanno morendo / i cavalli respirano/ quando stanno morendo/ le erbe intristiscono/ quando stanno morendo/ i soli si spengono/ quando stanno morendo / gli uomini cantano “

6 luglio – “MACBETT”
Con il gruppo di attori 14-20 anni. Da non confondere col “Macbeth” di Shakespeare.
Eugène Ionesco ha riscritto l’opera alla maniera del Teatro dell’Assurdo e ne viene fuori uno spettacolo ai limiti dell’impossibile con scene dissacranti, uccisioni ridicolizzate, perché in “Macbeth” muoiono quasi tutti, ma appunto per questo viene messa al bando e massacrata ogni forma di esaltazione di potere, di regine ambiziose e buffi imperatori, soldatine e soldatini manipolati dai potenti di turno, a discapito dei più deboli, del popolo e dell’umanità.
Perché dichiarano i registi prima dello spettacolo: “Arriva il potente di turno che vuole + territori + soldini + soldatini, + donnine e che dichiara guerra ai popoli vicini e lontani e che poi, magari, pretende pure un Nobel per la Pace (ma questa è un’altra storia, + attuale) sempre a discapito del popolo, dei bambini, delle donne, degli anziani e dei soldatini)... Poi arriva uno più potente del potente di turno che vuole + territori + soldini + soldatini, + donnine e che dichiara guerra ai popoli vicini e lontani e che poi, magari, pretende pure un Nobel per la Pace (ma questa è un’altra storia, + attuale) sempre a discapito del popolo, dei bambini, delle donne, degli anziani e dei soldatini)... Poi arriva il Superpotente, più potente del potente del potente del potente... E non se ne esce...”