Chieti e Provincia Cronaca
9 Giugno 2026, 00:01
Alla “d’Annunzio” la delegazione dell’Università di Kassala (Sudan)
Maurizio Adezio
L’Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara si conferma in prima linea nella cooperazione internazionale e nella tutela della salute globale. L'Ateneo si è aggiudicato un finanziamento di 2,5 milioni di euro stanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’obiettivo del progetto, già in fase di realizzazione in partnership con l’Università di Kassala (Sudan), è la creazione di sinergie cliniche, formative e organizzative per le cure chirurgiche e ostetriche, strutturate secondo il modello organizzativo "Hub & Spoke", che prevede la capillarizzazione sul vasto territorio di piccoli distretti sanitari periferici (Spoke) dedicati alla salvaguardia di mamma e neonato. Questa rete permetterà di decongestionare l'ospedale centrale (Hub) e, al contempo, di trasferire il momento della nascita dai villaggi a luoghi di cura sicuri, presidiati da personale qualificato e dotati di attrezzature adeguate. La situazione sanitaria nella regione di Kassala presenta criticità drammatiche: a fronte di una media di 4-5 figli per donna e di un volume di nascite che oscilla tra i 12.000 e i 15.000 parti all'anno nella sola città, la carenza di medici, strutture e macchinari per il monitoraggio delle gravidanze determina un tasso di mortalità neonatale altissimo. Ad aggravare il quadro vi è il dato logistico: solo il 25% dei parti avviene nel Soudi Maternity Hospital, il restante 75% si consuma all'interno di case o villaggi. Per rispondere a questa emergenza, la "d’Annunzio", in pieno accordo con l’Università di Kassala, ha avviato un piano d'azione mirato a costruire l'ossatura del sistema ostetrico-ginecologico locale attraverso la formazione specialistica con corsi per personale medico e infermieristico, realizzati anche con il supporto della ONG italiana; infrastrutture e istruzione: ristrutturazione di una scuola locale per la formazione di 40 ostetriche; tecnologie mediche con acquisto di apparecchiature diagnostiche di supporto alle donne in gravidanza, come gli ecografi; prevenzione e sensibilizzazione per il contrasto del cervico-carcinoma e una campagna di sensibilizzazione per le gestanti, condotta in collaborazione con una ONG sudanese. L'iniziativa è l’evoluzione di un progetto conclusosi con successo nel 2020 in collaborazione con l’Università di Wad Madani che ha visto la Chirurgia Pediatrica della “d’Annunzio” in grado di eseguire oltre 200 interventi chirurgici complessi su gravi malformazioni neonatali presso il reparto del National Pediatric Center.
Stamattina una delegazione di medici dell’Università di Kassala, guidata dal Preside della Facoltà di Medicina, Mohamed Desogi, è stata ricevuta dal Rettore, Liborio Stuppia, e dal coordinatore del progetto, Professor Pierluigi Lelli Chiesa. All’incontro, che ha visto la presenza di alcuni Direttori di Dipartimento della “d’Annunzio”, hanno partecipato da remoto il Direttore dell’AICS di Adis Abeba competente anche per il Sudan, Michele Morandi, e la responsabile della ONG OVCI, Manuela Turotti. Nei prossimi giorni visiterà i Campus universitari e le strutture mediche per studiare da vicino l'organizzazione sanitaria e i modelli di formazione italiani.
“Questo progetto - ha spiegato il Rettore della “d’Annunzio”, Liborio Stuppia - è un atto di solidarietà attiva ed anche un esempio di come l'alta formazione e la ricerca scientifica debbano superare le frontiere per salvare vite umane. I risultati positivi ottenuti dimostrano l'efficacia della nostra azione. Proprio alla luce di questo successo - ha concluso il Rettore Stuppia - siamo già al lavoro con i colleghi del Sudan per valutare nuove ipotesi di collaborazione e progetti di ricerca congiunti che possano consolidare ulteriormente il legame tra i nostri Atenei".
"Trasferire competenze e modelli organizzativi come l'Hub & Spoke in un contesto fragile come quello di Kassala - ha precisato il Professor Pierluigi Lelli Chiesa, coordinatore del progetto - significa piantare radici profonde per il futuro di quella comunità. Formare 40 nuove ostetriche e portare la diagnostica ecografica sul territorio permetterà di ribaltare una statistica drammatica, offrendo a migliaia di donne il diritto a un parto sicuro e ai loro figli il diritto alla vita".

