Scanno Giurisprudenza
27 Giugno 2026, 00:03
Alla Corte di Giustizia tributaria di L’Aquila i contribuenti battono il Comune di Scanno per 17 ad 8
Roberto Nannarone
Bilancio negativo per il Comune di Scanno nelle vertenze tributarie sui tributi locali (IMU-TASI e TARI): diciassette volte su venticinque l'amministrazione perde, tenendo conto anche dei giudizi definiti in sede di appello. Sono questi i dati che emergono dall’esame delle sentenze pubblicate dal 2022 alla data odierna.
Il tutto, dopo quattro anni di cause. A vincere, in percentuale, sono stati quindi i cittadini che hanno sostenuto di non essere tenuti a versare le maggiori imposte IMU/TASI richieste dal Comune o di non essere tenuti alla dichiarazione, ritenuta viceversa obbligatoria dal Comune.
Per l’Ente, invece, un maggior esborso di oltre 2.800 euro per la condanna alle spese legali, sostenute dall’Andreani Tributi S.r.l. che, costituitasi in giudizio per gli accertamenti emessi dal 2017, ha assunto l’onere del pagamento dei relativi costi compreso quello degli onorari per la propria difesa. Un discorso a parte va fatto per le spese legali che il Comune ha sostenuto direttamente, con fondi propri di bilancio!
Per i cittadini sono anni di attesa e di disagi per vedere riconosciute le proprie ragioni, anche con la beffa, il più delle volte, della compensazione delle spese! Nel mezzo, i ricorsi in appello per alcune vertenze, che hanno allungato i tempi, anche se si sono conclusi con altre sconfitte. Sempre per il Comune.
Le Corti di Giustizia Tributaria (ex Commissioni Tributarie) bocciano spesso i Comuni quando le pretese impositive risultano infondate, basate su errate interpretazioni delle norme tributarie e/o dei regolamenti comunali per l’applicazione dei tributi locali.
I ricorsi esaminati dalla Corte Tributaria di primo grado di L’Aquila hanno riguardato soprattutto l’IMU e la TASI, mentre in un solo caso il ricorso è riferito alla TARI 2016.
Venuto meno l’apporto dell’Andreani Tributi, il Comune di Scanno si costituisce direttamente nel giudizio avanti la Corte di Giustizia, conferendo gli incarichi legali ad un professionista esterno all’Ente.
È stata pubblicata in questi giorni sull'albo pretorio dell'ente la deliberazione di Giunta Comunale n. 63 del 19 giugno per il conferimento di un nuovo incarico all’avvocato esterno, per la difesa presso la C.G.T. di primo grado di L’Aquila a seguito di un ricorso notificato al Comune per contestare gli avvisi di accertamento IMU-TASI 2019 ed IMU 2020.
Nella deliberazione di Giunta viene richiamata, tra l’altro una norma (l’art. 17-bis del D. Lgs n. 546/1992) abrogata dall’art. 2, comma 3, lettera a) del D. Lgs 30 dicembre 2023 n. 200, riferita all’istituto della mediazione non più in vigore dal 1° settembre 2024!
Con la deliberazione n. 19 del 20 febbraio la Giunta Comunale aveva conferito l’incarico all’avvocato esterno per la costituzione in giudizio e la difesa del Comune per alcuni ricorsi in discussione all’udienza del 24 febbraio, tenutasi soltanto quattro giorni dopo!
In relazione a tale incarico, il Responsabile dell’Area Amministrativa ha provveduto, nei giorni scorsi, a liquidare la somma di € 2.237,71 a favore dell’avvocato, un importo non trascurabile in confronto all’importo complessivo dell’IMU da recuperare, inferiore ai mille euro, come si evince dalle informazioni desunte dalla lettura delle sentenze depositate!
Ancora più significativa è una delle prime deliberazioni di Giunta di conferimento dell’incarico all’avvocato, per resistere ad alcuni ricorsi presentati nell’anno 2022: la deliberazione è la n. 74 del 29 ottobre 2022, con un impegno di spesa di € 1.560,00.
Al termine delle cinque vertenze tributarie discusse, quattro in secondo grado, il Comune ha avuto ragione soltanto per una di esse, per il recupero di soli € 762,00 per l’IMU 2016.
Fin dal 2022 i contribuenti hanno contestato gli accertamenti emessi direttamente dal Comune di Scanno per l’anno 2016 e dal 2017 dall’Andreani Tributi S.r.l. per il recupero dell’IMU riferita al mancato riconoscimento dell’aliquota agevolata del 4,6 per mille per gli immobili dati in “comodato” a favore di parenti in linea retta ed alla mancata applicazione dell’esenzione IMU nel caso delle doppie residenze.
Per i ricorsi relativi al “comodato”, l’orientamento delle Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado è stato quello accogliere i ricorsi dei contribuenti perché gli avvisi di accertamento erano illegittimi, tant’è che l’Andreani Tributi S.r.l. ha annullato autonomamente alcuni accertamenti, prima delle udienze, subendo comunque la condanna al pagamento delle spese di giudizio, per aver emesso i provvedimenti dopo la presentazione dei ricorsi.
Per quanto attiene, invece, alla tematica dell’agevolazione IMU per le doppie residenze, nelle sentenze esaminate i Giudici si sono soffermati a valutare l’esistenza delle condizioni per confermare o non la veridicità delle dichiarazioni rese dai contribuenti in merito alla stabile residenza/dimora abituale presso l’unità immobiliare, soprattutto analizzando i consumi di luce, acqua e gas, (a volte presenti soltanto in brevi periodi!) ovvero verificando l’iscrizione all’ASL 1 territoriale.
Negli otto ricorsi relativi alle doppie residenze, con sentenze depositate dal 2022 ad oggi, l’esito ha visto il Comune vittorioso in cinque di essi, contro i tre a favore dei contribuenti.
All’attualità, risultano depositate le sentenze relative a 25 ricorsi presentati alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado, nove dei quali sono stati definiti nel successivo giudizio di secondo grado, a seguito di appello proposto dai contribuenti. Diciassette vertenze tributarie hanno visto prevalere i contribuenti, mentre per le restanti otto, sei si sono già definite a favore del Comune, mentre per due recenti sono pendenti i ricorsi in appello in secondo grado.
Per verificare le sentenze depositate relative al proprio Comune, il principale strumento istituzionale a disposizione è la Banca Dati della Giurisprudenza Tributaria sul sito del MEF (https://bancadatigiurisprudenza.giustiziatributaria.gov.it/ricerca).
Si possono consultare non soltanto l'esito dei ricorsi, ma anche le decisioni integrali tramite il Motore di Ricerca della Giustizia Tributaria, filtrando per ente impositore (es: Scanno) e organo giudicante (CGT primo grado, Aquila, dal … al ….).
La banca dati della giurisprudenza tributaria del Dipartimento della Giustizia Tributaria è un innovativo servizio digitale, a carattere informativo, che consente la consultazione pubblica, tramite portale dedicato, dei provvedimenti pseudonimizzati pronunciati dalle Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado dal 2021.
È una risorsa fondamentale per avvocati, consulenti fiscali, studenti di diritto e chiunque sia interessato a esplorare la giurisprudenza tributaria, soprattutto per valutare l’orientamento giurisprudenziale delle Corti di Giustizia Tributaria.

