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23 Giugno 2026, 00:03
DALL’ALBA AL TRAMONTO, ASTRA A PESCARA CELEBRA IL GIORNO DI SAN GIOVANNI
Redazione
Sarà una giornata intera, quella di mercoledì 24 giugno a Pescara, dedicata ai rituali per San Giovanni Battista. Organizzate dall’associazione ASTRA-Amici del Museo delle Genti d’Abruzzo, in collaborazione con la Fondazione Genti d’Abruzzo, le iniziative partiranno alle prime luci dell’alba, alle 5 del mattino. L’appuntamento con la cittadinanza è sulla spiaggia antistante la Nave di Cascella per celebrare e ammirare insieme il sorgere del sole, l’inizio del giorno dedicato a San Giovanni, allietati dall’intervento musicale di Mario Canci.
Al tramonto, dalle 19 in poi, nella sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo, si terrà la Festa solstiziale San Giovanni fratel caro con Franca Minnucci, vice presidente di ASTRA, che reciterà i versi più suggestivi della “Figlia di Iorio” di Gabriele d’Annunzio, ambientata dal poeta nel giorno di San Giovanni, e a seguire il rituale del comparatico tradizionale con lo scambio dei mazzolini fioriti “ramajette” celebrato da Adriana Gandolfi, presidente dell’associazione.
Proseguendo, ASTRA consegnerà in deposito, ai rappresentanti della Fondazione Genti d’Abruzzo, presieduta da Luigi Di Alberti, gioielli e accessori che arricchiranno le collezioni museali.
Tra questi un rarissimo paio di scarpine settecentesche che andranno a completare l’antico abito nuziale di Scanno esposto nel Museo pescarese.
Conclusione conviviale con sapori e profumi solstiziali elaborati dalla Chitarra antica, degustando i vini Pè nìn perde la sumente offerti dalla Bio Cantina Sociale Orsogna accompagnati con musiche, canti e danze della tradizione abruzzese.
“Il Museo delle Genti d’Abruzzo è un luogo aperto, vivo, non uno spazio per conservare, ma per promuovere e far conoscere la nostra identità”, spiegano le organizzatrici, “Il rito deve essere tramandato, perché arriva da lontano e ha diritto a un futuro che sia culturale, etnografico ed emotivo, anche perché spesso importiamo feste e tradizioni che ci arrivano da altri mondi, ignorando la bellezza e l’intensità della nostra tradizione culturale”.

