A Scanno le ACLI accendono i riflettori sullo spopolamento

«Ripartire dai borghi per salvare la montagna»

Si è tenuta ieri, 20 Giugno 2026, nella suggestiva cornice di Scanno, la tradizionale "Festa delle ACLI", organizzata dal Circolo ACLI di Scanno e Villalago insieme alle ACLI Provinciali dell'Aquila. Un appuntamento che quest'anno ha voluto andare oltre la semplice celebrazione associativa per affrontare uno dei temi più urgenti e complessi del territorio abruzzese e nazionale: “Natalità, Famiglia, Spopolamento delle aree interne e Welfare”.
Il convegno si è svolto nell’Auditorium dell’ex chiesa delle Anime Sante. La scelta di Scanno non è affatto casuale, ma risponde a precise ragioni strategiche, simboliche e territoriali. Il paese, situato nel cuore dell'Appennino abruzzese nell’Alta Valle del Sagittario, incarna perfettamente l'identità dei piccoli comuni montani italiani. Da un lato possiede uno straordinario patrimonio culturale, naturalistico e turistico (è uno dei "Borghi più belli d'Italia”, vanta la Bandiera Blu, la Bandiera Arancione e le Cinque Vele di Legambiente per il suo lago); dall'altro, vive in prima persona i disagi tipici delle aree interne: l'isolamento geografico, la progressiva riduzione dei servizi essenziali, l'invecchiamento della popolazione e l'emigrazione dei giovani. A ciò si aggiunge la forte presenza e il radicamento storico del circolo “ACLI di Scanno e Villalago”, che rendono il comune il fulcro naturale per le iniziative delle ACLI Provinciali dell'Aquila. Scegliere questo borgo significa anche valorizzare il lavoro di prossimità svolto quotidianamente dai volontari sul territorio.
L'evento ha riunito esperti, amministratori locali e rappresentanti del terzo settore per analizzare le cause di un fenomeno che sta svuotando le aree interne, cercando al contempo di offrire spunti concreti al governo centrale per invertire la rotta. Il contrasto allo spopolamento non è più solo una questione di nostalgia, ma una necessità economica e sociale per l'intera regione.

I lavori si sono aperti intorno alle ore 10:30. Sono intervenuti: Gigi De Palo, Presidente della Fondazione per la Natalità; Lidia Borzì, Vicepresidente Nazionale CAF ACLI e delegata alla famiglia; Michele Fina, Senatore della Repubblica Italiana; Guido Liris, Senatore della Repubblica Italiana; Giovanni Mastrogiovanni, Sindaco di Scanno; Debora Visconti, Sindaca di Sant’Eusanio Forconense e Presidente dell’Unione dei Comuni della Montagna Aquilana; Antonietta La Porta, Consigliera della Regione Abruzzo; Don Cristoforo Simula, Docente di Teologia; Francesco Maiorani, Presidente di Confindustria Giovani L'Aquila. Ha coordinato gli interventi Sigilfredo Riga, consigliere nazionale ACLI.
I diversi contributi hanno evidenziato come la mancanza di servizi essenziali — sanità, trasporti e infrastrutture digitali — rimanga il principale ostacolo per i giovani che vorrebbero restare o stabilirsi tra le vette dell'Appennino. «Lo spopolamento - è stato rimarcato durante il dibattito - non è un destino ineluttabile, ma il risultato di decenni di marginalizzazione».
Il presidente della Fondazione per la Natalità ha fotografato una realtà complessa, ma non priva di speranza: “Servono - ha dichiarato - infrastrutture, incentivi economici e, soprattutto, una visione a lungo termine che rimetta la famiglia al centro dell'agenda politica”. Anche la sindaca di Sant’Eusanio Forconense ha ribadito l'importanza di fare rete: i borghi non possono farcela da soli, è necessaria una strategia integrata che coinvolga direttamente la Regione e lo Stato.
La sessione mattutina si è chiusa con un messaggio chiaro: la montagna non chiede assistenzialismo, ma il diritto di poter costruire un futuro dignitoso e moderno, restando fedele alle proprie radici.

Nella sessione pomeridiana, a partire dalle ore 16:30, il focus si è spostato sul "Welfare per la famiglia". I relatori hanno analizzato l'importanza dei servizi di prossimità come strumenti indispensabili per garantire una qualità della vita dignitosa e sostenibile a chi sceglie di non abbandonare le zone interne. Dai vari interventi è emerso un punto fermo: il welfare non deve essere visto come un costo, bensì come un investimento vitale per la sopravvivenza stessa delle comunità montane.
A coronamento di una giornata densa di contenuti e di grande partecipazione, alle ore 18:00 si è tenuta la Santa Messa nella chiesa di Sant’Antonio, presieduta dal Vescovo di Sulmona-Valva. Un momento di raccoglimento che ha suggellato lo spirito dell'evento, capace di unire la riflessione sociale e civile ai valori di solidarietà e comunità che da sempre contraddistinguono l'azione delle ACLI sul territorio.