2 Giugno: l'orgoglio di tutti gli Italiani per una Repubblica che guarda al futuro

Il 2 Giugno è il giorno in cui l’Italia celebra la sua scelta più matura, quando nel 1946, i cittadini e per la prima volta le cittadine italiane decisero di tracciare la strada della democrazia, della libertà e della partecipazione.
Sono trascorsi ottant'anni da quando l'Italia usciva dalle macerie della guerra e della dittatura. La scelta della Repubblica non fu un colpo di spugna sul passato, ma una promessa per il futuro. Nelle cabine elettorali di quel giorno di giugno nacque l'Italia moderna: un Paese fondato sul lavoro, sulla dignità della persona e sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Quel 2 giugno 1946 non si scelse solo tra Monarchia e Repubblica ma per la prima volta si diede il diritto di voto alle donne che non fu una concessione benevola arrivata dall'alto, ma il traguardo di decenni di battaglie civili, iniziate già a fine Ottocento con figure del calibro di Anna Maria Mozzoni e Salvatore Morelli, e proseguite con il movimento suffragista d'inizio Novecento.
La svolta decisiva maturò durante la Resistenza. Le donne non erano state solo spettatrici della storia: erano state staffette, combattenti, organizzatrici, colonne portanti di una società civile mutilata dalla guerra. Non era più possibile ignorare il loro peso politico e sociale.
L’affluenza alle urne quel giorno fu oceanica: votò l’89,1% delle donne aventi diritto. Le testimonianze dell'epoca raccontano di file interminabili davanti ai seggi, di donne anziane che si facevano accompagnare a braccio e di madri con i figli piccoli.
Vennero elette 21 donne su 556 deputati alla neonata Assemblea Costituente. Nomi come Nilde Iotti, Teresa Noce, Lina Merlin, Maria Federici e Bianca Bianchi (provenienti da schieramenti politici diversi) lavorarono fianco a fianco nella "Commissione dei 75" per redigere la Carta Costituzionale.
Entrata in vigore due anni dopo, resta ancora oggi il nostro faro. Come amava ricordare il Presidente Sandro Pertini.
Celebrare la Festa della Repubblica oggi significa riflettere sul patto sociale, sulla solidarietà nelle difficoltà, sull'eccellenza nell'innovazione, sull'impegno civile e il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, che i nostri costituente vollero.
Le sfide del presente – dalla transizione ecologica e digitale alla necessità di garantire un futuro solido alle nuove generazioni – richiedono lo stesso coraggio e la stessa lungimiranza dei nostri costituenti.
Oggi è una festa di tutti e per tutti per sentirci parte attivi di questa grande comunità. Ricordare il 2 giugno significa celebrare una doppia liberazione: quella del Paese dal fascismo e dalla guerra, e quella delle donne da una secolare esclusione dalla vita pubblica.
La Repubblica non è un'entità astratta o distante: la Repubblica siamo noi, ogni volta che rispettiamo il bene comune, ogni volta che accogliamo l’altro, ogni volta che facciamo il nostro dovere con onestà e passione.
Buona Festa della Repubblica a tutti gli italiani, in patria e nel mondo. Viva l'Italia, viva la Repubblica!