Italia Previdenza Sociale
19 Giugno 2026, 00:01
Aggiornamento Osservatorio Lavoratori domestici
Nel 2025 circa 804 mila lavoratori domestici, 88,7% sono donne, 68,9% gli stranieri
Stefano Caranfa, Relazioni Istituzionali e con il pubblicoc
Si è tenuto ieri a Roma, presso la sede Inps di Palazzo Wedekind, il convegno “Il lavoro domestico nel sistema di welfare”, organizzato da Inps e da Nuova Collaborazione, durante il quale sono stati presentati i dati, elaborati dall’Istituto, relativi al lavoro nel settore in Italia per l’anno 2025.
«Il lavoro domestico è una componente essenziale del welfare italiano. In un Paese che invecchia, in cui cambiano le famiglie e cresce il bisogno di assistenza, colf e badanti non rappresentano più una dimensione marginale del mercato del lavoro, ma una vera infrastruttura sociale», ha dichiara il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, «Nonostante l’esistenza di regole chiare, questo settore continua a essere esposto a una presenza significativa di lavoro nero e grigio. Regolarizzare significa tutelare i lavoratori, proteggere le famiglie e rafforzare la sostenibilità del sistema previdenziale. Non è solo un adempimento, è una scelta di civiltà istituzionale.
Per questo ritengo necessario lavorare all’istituzione di un Albo nazionale per colf e badanti, capace di qualificare e certificare le competenze degli assistenti familiari. Dare trasparenza a questo settore significa trasformare un bisogno privato in una risposta pubblica ordinata, riconoscibile e sicura. Il lavoro di cura sarà sempre più centrale nel futuro del Paese. Governarlo oggi con strumenti moderni significa costruire un welfare più giusto, più professionale e più vicino alla vita reale delle persone».
«Il lavoro domestico svolge una funzione sociale sempre più rilevante e rappresenta un presidio fondamentale per la cura delle persone e il benessere delle famiglie – ha dichiarato Alfredo Savia, Presidente di Nuova Collaborazione – Per questo è necessario superare una visione emergenziale e costruire politiche stabili che favoriscano la regolarità dei rapporti di lavoro, la qualificazione professionale degli operatori e un adeguato sostegno alle famiglie. Formazione, legalità e riconoscimento del valore del lavoro di cura devono procedere insieme: solo così sarà possibile rafforzare un settore strategico per la coesione sociale e per la tenuta del nostro sistema di welfare».
All’incontro ha partecipato anche Marialuisa Gnecchi, Consigliere di Amministrazione dell’INPS, la quale ha sottolineato l’importanza di questo appuntamento annuale che consente di dedicare uno spazio di riflessione alle tematiche del lavoro domestico, in senso stretto, ma anche al lavoro di accudimento delle donne in ambito familiare: «I dati Istat ci mostrano che ancora oggi le donne dedicano alla famiglia 4 ore e 44 minuti al giorno, mentre gli uomini 2 ore e 6 minuti.
Il ruolo femminile nelle famiglie italiane è, quindi, ancora preponderante rispetto a quello maschile ed è ovvio che per le donne questo tempo dedicato all’accudimento impatta in modo significativo, sia sulla vita professionale che sulla pensione. Assistiamo inoltre, ancora oggi, ad una marginalizzazione del lavoro domestico: si fa fatica a trovare donne disponibili ad essere regolarizzate come colf, un po’ più facile regolarizzare le badanti, nonostante ci sia, per motivi demografici, un evidente aumento della necessità di assistenza familiare.
Un segnale di svolta nella valorizzazione del lavoro familiare e della necessità di aiutare le famiglie è stata l'iniziativa di istituire l'Assegno Unico Universale, con l'intenzione di universalizzare a tutti i nuclei familiari. Finalmente esiste una prestazione dedicata a tutte le famiglie, a prescindere dalla situazione lavorativa, ma ancora non è abbastanza.
Le pensioni di questi lavoratori sono ancora minime, quindi ci deve essere un modo per aiutare le famiglie e allo stesso tempo aumentare le pensioni di colf e badanti, considerando anche l'impatto emotivo che, per vari motivi, questi lavoratori subiscono. Tutte queste problematiche devono essere considerate più approfonditamente dalle politiche sociali e familiari: dobbiamo fare in modo che entrino davvero all'ordine del giorno».

