Premio Nazionale Paolo Borsellino

Scanno 8 Maggio 2026

Quella di ieri è stata un giornata di ricordi, di storia e di “racconti testimoniali” altamente educativi sul tema della legalità per i ragazzi delle scuole medie di primo e secondo grado presenti a Scanno per il “Premio Nazionale Borsellino” un premio multidisciplinare (giunto alla sua XXXIV edizione), che viene assegnato a personalità che si sono distinte per l'impegno civile e la lotta alle mafie. La finalità è di promuovere tra i giovani una cultura fondata sulla partecipazione consapevole e sulla cittadinanza attiva, attraverso momenti di approfondimento, incontri con personalità del mondo istituzionale, accademico e culturale, e percorsi educativi strutturati.
Su questa finalità gli alunni della Scuola Media Parente di Scanno, della Scuola Media Capograssi e del Polo Ovidio di Sulmona  hanno lavorato su singoli obiettivi, che ieri, loro stessi, hanno presentato e spiegato alla cerimonia che si è svolta a Scanno.
Tutto è iniziato alle ore 10,00, con la sfilata per il centro storico del paese, fino alla Piazza San Rocco, dove si è svolta la cerimonia. Prima dell’avvio del corteo c'è stato uno stand dei Carabinieri con una gazzella  radiomobile, una motoslitta ed un'auto di servizio. Il Comandante della compagnia di Castel di Sangro Capitano Testa ha interagito con gli studenti con prove di alcool test e spiegazioni del taser.
A Piazza San Rocco a fare da coordinatore ai vari interventi è stato Graziano Fabrizi, docente Antimafia, referente del premio Borsellino che nella sua apertura ha definito l’appuntamento a Scanno storico, perché, sono le testuali parole, “è l’occasione in questo scenario stupendo in cui gli Scannesi ci hanno accolto con grande affetto, per creare una comunità, quella della costruzione del Bene, col profumo della Libertà”.  
Per i saluti istituzionali sono intervenuti il sindaco di Scanno, avv. Giovanni Mastrogiovanni e il parroco don Luigi Ferrari.
Il Sindaco ha esordito dicendo di sentirsi emozionato nel vedere la presenza di tanti ragazzi a confrontarsi sulla legalità, e per Scanno è un grande motivo di orgoglio e di soddisfazione. Poi ha ringraziato l’Associazione Carabinieri per l’occasione data di riflettere sul Premio Borsellino e gli insegnanti per il lavoro che fanno a scuola. “Quando venne ucciso dalla mafia, ha detto, quel grande gigante della libertà, ero uno studente di giurisprudenza e capii che occorreva l’impegno civile per un mondo migliore, scegliere da che parte stare: dalla parte della legalità”.
Don Luigi Ferrari, si è fatto voce del messaggio del Vescovo di Sulmona-Valva, mons. Fusco, assente perché impegnato col Santo Padre a Pompei, a concelebrare la Santa Messa. Come ha riferito don Luigi, monsignore ci teneva ad essere presente.
Il messaggio è rivolto ai ragazzi di tutte le scuole perché seguano la via della legalità, “che non è un concetto astratto, né un insieme di regole, ma l’ossigeno necessario perché la comunità possa dirsi veramente libera”. Secondo il Vescovo, insegnare ai giovani a sentire questo fresco profumo significa educarli a riconoscere la bellezza della giustizia e il valore della dignità umana oltre ogni forma di sopraffazione. “Solo camminando insieme - prosegue il messaggio - come comunità civile e cristiana possiamo trasformare il ricordo dei testimoni della giustizia in un seme fecondo per il nostro oggi; che questa giornata per gli studenti di Scanno e Sulmona sia un’occasione per rinnovare l’impegno quotidiano verso il bene comune”.
Dopo don Luigi è intervenuto il capitano della Legione Carabinieri di Castel Di Sangro, che ha scelto di raccontare la storia del brigantaggio e del capitano Chiaffredo Bergia, a cui Scanno ha dedicato il “largo” davanti alla fontana Sarracco. Una storia che ha tenuto desta l’attenzione dei ragazzi. Nel concludere ha raccomandato loro di pensare sempre fuori dagli schemi, ma con la propria testa.
È stata poi la volta di Emanuele Ronzoni, segretario nazionale della UIL, che ha parlato del mondo del lavoro, di quelle sacche dove i diritti dei lavoratori non vengono rispettati, e dove esistono “lavoratori fantasma” che non hanno nessun diritto. Il compito della Uil, per Ronzoni, è quello di difendere il posto di lavoro e lottare per avere leggi che lo tutelino.
Rivolto ai ragazzi ha raccomandato di non farsi trasportare da promesse false, di chiedere consiglio in famiglia, alle istituzioni, perché spesso si cade nella illegalità.
Valeria Cipriani, psicologa giuridica presso il Tribunale dell’Aquila, ha intrattenuto i ragazzi parlando di bullismo e cyberbullismo, spiegandone le caratteristiche per poterli individuare.
Secondo la Cipriani i ragazzi che vengono sospesi dalla scuola per cattiva condotta danno un segnale per intervenire. L’intervento, per la psicologa, non dev’essere quello di sanzionare, ma di prendere provvedimenti educativi. Il ragazzo sospeso non dev’essere lasciato a casa, ma obbligato a venire a scuola con compiti educativi che gli facciano capire il pericolo della devianza.
Di particolare interesse è stato il racconto di Angiolo Pellegrino, generale  di brigata dei carabinieri, definito “l’uomo di Falcone”. Con un linguaggio semplice ha tenuto desta l’attenzione non solo dei ragazzi, ma di tutti i presenti, parlando della sua vita, legata al comando della sezione Anticrimine dell’Arma dei Carabinieri, in un momento in cui la mafia esercitava un controllo malavitoso sulla Sicilia. Falcone, secondo il generale, aveva bisogno di uomini fidati per portare avanti indagini complesse e pericolose, e Pellegrini costruisce una squadra di collaboratori leali e determinati, spingendosi a investigare dove pochi avevano avuto il coraggio di arrivare, conquistando così la stima e l’amicizia del magistrato.
Con commozione ha ricordato La strage di Capaci, l’attentato mafioso avvenuto il 23 maggio 1992, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Ha concluso dicendo che Falcone è vivo nei nostri pensieri, come uomo corretto che ha avuto il coraggio di arrestare anche i politici.
L’ultimo intervento è stato quello di Padre Emiliano Antonucci, rettore del Santuario della Madonna del Silenzio. Ha raccontato la sua esperienza nel carcere dove lavorava come sacerdote. Si è soffermato soprattutto sulla sua conoscenza di Provenzano, ricoverato in ospedale era furioso contro tutti. Entrato nella cameretta alla domanda di Provenzano chi lo avesse mandato Padre Emiliano gli mostrò il Crocifisso. S’acquietò e gli raccontò di aver avuto in sogno P. Pio, e che la sua immagine la vedeva in ogni luogo e quindi, concluse, che a mandarlo da lui era stato proprio San Pio. Gli s’illuminò il viso e cominciò a piangere come un bambino e gli disse: Padre Pio è più forte della mafia. Si confessò e prese l’Eucarestia. Nel concludere ha raccomandato ai ragazzi di scegliersi delle figure positive di riferimento e di stare lontano dalla droga.
È stata la volta degli alunni che hanno presentato le loro ricerche, i loro cartelloni sulla legalità e il loro striscione con su scritto: "Noi siamo il fresco profumo della libertà".
A ringraziare il Sindaco e gli organizzatori della manifestazione è intervenuta la dirigente della Scuola Capograssi di Sulmona, che ha tenuto a precisare che è stato un piacere per tutti, ragazzi e docenti, che hanno lavorato non solo sui libri, ma anche con l’incontro di personalità legate con il loro esempio al tema della legalità.
 Ricordiamo che l’evento è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale e dall’Associazione Nazionale Carabinieri Sezione di Scanno con lo scopo di promuovere tra le generazioni la cultura della legalità e della responsabilità civile.
Nella pomeriggio è stato proiettato nell’auditorio delle Anime Sante, a cura della Pro loco di Scanno e della Consulta giovanile, il film “I Cento Passi”.
Per la cronaca: la colazione ai ragazzi di Sulmona è stata offerto dal Bar Pasticceria “Pan dell’orso”.