Giornalisti uccisi in Medioriente, flash mob davanti a Montecitorio

Si è svolto davanti a Montecitorio giovedì 7 maggio 2026 un flashmob per denunciare il silenzio sui giornalisti uccisi a Gaza e nel Medioriente, tra bandiere della Palestina e foto di alcune vittime. A promuoverlo sono stati, riporta l’agenzia Ansa, gli operatori e le operatrici dell'informazione per Gaza, la rete Nobavaglio, l'associazione Articolo 21 e altre associazioni e movimenti con il sostegno di Fnsi, Usigrai, Ordine dei giornalisti, Stampa Romana e Gvpress.


Gli organizzatori hanno denunciato che «dal 7 ottobre 2023 sono oltre 300 le operatrici e gli operatori dell'informazione uccisi in Palestina e nei territori coinvolti nel conflitto. Un numero senza precedenti, che configura una vera e propria strage di giornalisti». Poi ricordando il caso di Amal Khalil, 43 anni, reporter del quotidiano Al-Akhbar ucciso «in modo deliberato, con la tecnica del doppio attacco e ostacolando i soccorsi» il 22 aprile scorso in Libano e su cui il Comitato per la protezione dei giornalisti ha chiesto un'inchiesta per crimine di guerra, i promotori del flashmob hanno ribadito la richiesta che «l'Unione europea e il governo del nostro Paese rompano finalmente il silenzio e l'inerzia, abbandonino ogni forma di complicità politica e diplomatica e adottino provvedimenti concreti di pressione su Israele». (anc)