Scanno Editoriali
25 Maggio 2026, 00:04
Il lunedì del direttore
LA STATUA DEL PASTORE E IL “TERZO PARADISO”
Roberto Grossi
La statua del pastore di Scanno, opera del maestro Antonio D’Alessandro, è attualmente custodita nel magazzino dell’Associazione Acli di Scanno e Villalago. Forse, dopo una peregrinazione insoddisfacente, presto rivedrà la luce in un luogo idoneo del paese.
La Giunta Municipale ha, infatti, incaricato una commissione di tre architetti con il compito di individuare la collocazione più adatta. Non si tratta di un lavoro facile: a mio parere, all'interno del centro storico di Scanno non vi sono piazze o slarghi capaci di ospitarla, data la sua notevole mole. Gli unici spazi adeguati si trovano al di fuori dell’antico nucleo abitativo e uno di questi è l’Aia di Sant’Angelo.
Mi permetto di sottoporre questa idea alla commissione, unicamente perché possa tenerne conto, in quanto la statua contribuirebbe a riqualificare un luogo oggi abbandonato e a renderlo più attraente.
I monumenti dedicati a personalità che meritano un ricordo duraturo non devono per forza essere inseriti nei centri storici; possono trovare una collocazione ideale anche altrove.
Qualche anno fa, visitando Roma, salii sul Colle del Gianicolo, dove sorge il monumento a Giuseppe Garibaldi. Quel luogo offre una delle viste più panoramiche e sopraelevate della capitale: posizionare la statua in quel punto significava renderla visibile da quasi ogni angolo della città. Lo stesso principio potrebbe valere per la statua del pastore.
Inoltre, ho pensato all’Aia Sant’Angelo perché è in progetto la sua sistemazione per rappresentarvi il “Terzo Paradiso” dell’artista Michelangelo Pistoletto, autorevole esponente dell’Arte Povera e dell'arte concettuale italiana. Il simbolo dell'opera è composto da tre cerchi contigui, disegnati con un unico tratto, in cui quello centrale è più grande degli altri due. L'opera si basa sull'idea che l'umanità abbia attraversato due “paradisi” e debba ora entrare nel terzo. Il primo è quello naturale, l'Eden originario in cui l’uomo era guidato dalla natura; il secondo è il paradiso artificiale, creato dall'intelligenza umana attraverso la scienza, la tecnologia e l'industria. Il cerchio centrale rappresenta la terza fase dell'umanità, in cui natura e artificio si fondono per riparare il pianeta con giudizio per garantire la sopravvivenza del genere umano.
La statua del pastore potrebbe essere posta proprio nel cerchio centrale, riprendendo l'idea già adottata per il costume delle donne di Scanno nella mostra a Cittadellarte, rappresentando la sintesi tra il passato e il presente. Da quella posizione, il suo sguardo fiero abbraccerebbe tutto il paese, reso celebre proprio grazie alla pastorizia e al sacrificio di uomini che hanno dedicato la vita alle greggi.
Nell’Aia di Sant’Angelo, tra l'altro, si elevano già tre archi contigui a luce variabile, di cui la campata centrale è più ampia delle altre due. Anche questi possono essere rivestiti di simboli e amalgamati con i tre cerchi, tanto da rendere l’aia il luogo dell’Anima, avendo già Scanno il luogo del Cuore.



