Scanno Editoriali
18 Maggio 2026, 00:03
Il lunedì del direttore
Il Costume muliebre di Scanno dal 15 Maggio è in mostra a Biella nella "Cittadellarte"
Di mostra in mostra va verso il riconoscimento Unesco
Roberto Grossi
Dopo L’Aquila, Roma, Pescara, il costume muliebre di Scanno è in questi giorni a Biella, nella Cittadellarte della fondazione Pistoletto. Giganteggia con i suoi accessori e gioielli nel cerchio centrale del Terzo Paradiso, in quello che funge da grembo generativo di una nuova umanità, mentre lo circondano foto d’epoca di importanti fotografi che lo hanno reso immortale in tutto il mondo. Nel cerchio di sinistra, che rappresenta la natura, è esposto il lavoro degli studenti del corso triennale in Moda sostenibile dell’Accademia Unidee, ispirati all’abito di Scanno. In quello di destra, il mondo artificiale, tecnologico, creato dall'intelligenza, c’è un abito della Norma e, attorno al cerchio, due video raccontano la storia del plissé dall’antichità fino a oggi, che dà nome alla mostra Dans les plis - Ogni punto è il centro dell’universo, curata da Ilaria Bernardi da un'idea di Giuliana Carusi Setari.
Una mostra che parla di “plissettatura” non poteva non dare spazio al costume delle donne di Scanno, la cui gonna ha movenze ondeggianti con le sue innumerevoli pieghe, capaci di distribuire le tensioni e di riorganizzarsi senza collassare.
La curatrice afferma: «Il progetto triennale dell’Accademia Unidee ispirato all’abito di Scanno, ma che coinvolgerà anche l’arte contemporanea internazionale, è un invito a guardare dentro le pieghe della realtà. A sostare nei dettagli, nelle stratificazioni, nelle zone meno evidenti. Perché è lì, in ciò che si ripiega e si nasconde, che si produce il senso. E forse una nuova forma di armonia».
La mostra è la prima attività di un percorso triennale sul tema della piega, come elemento trasversale tra culture e discipline (dalla moda all’arte contemporanea), trasformandola in metafora di cambiamento e nuovi modelli di pensiero contemporaneo.
E questo è stata anche l’intuizione della stilista scannese, Liliana Spacone, che per prima ha mostrato come ogni “pezzo del costume” potesse essere attualizzato, perché le antiche lavorazioni delle pieghe della gonna si prestano in moderne interpretazioni, e gli stessi preziosi trafori del tradizionale tombolo, mutando materiali e lavorazioni, possono tramutarsi in nuove creazioni.
Nella mostra, sponsorizzata dalla fondazione FASTI, che tenne nel suo paese, nel Luglio del 2022 dimostrò come antico e moderno potessero convivere in nuove forme d’arte capaci ancora di stupire ed esaltare la grande ricchezza ereditata del costume muliebre delle donne di Scanno.
La mostra che si tiene nella Casadellacultura a Biella nella prossima estate è prevista anche a Scanno, arricchita con una sfilata-performance della collezione realizzata da studenti e docenti dell’Accademia Unidee del Corso di Moda sostenibile.
Ci auguriamo che siano presenti anche le creazioni della stilista scannese, legata per nascita al costume delle donne del suo paese, di cui conosce di quelle stoffe antiche perfino l’odore.
Foto, ondatv

