Pescara e Provincia Scuola
18 Maggio 2026, 00:02
Gli alunni dell’Istituto “B. Spaventa” di Città Sant'Angelo rappresenteranno “Giulietta e Romeo”
Redazione
L’Istituto Omnicomprensivo “B. Spaventa” di Città Sant'Angelo, il Florian Metateatro - Progetto Oikos e la Cooperativa Fantacadabra Teatro presenteranno, nell’ambito del progetto di residenza teatrale Oikos, sabato 23 maggio alle ore 18.00, nel Teatro Comunale di Città Sant'Angelo, lo spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale “Giulietta e Romeo”.
In scena i giovani attori: Alice Reginelli; Alessia Maja Leonzio; Daniel Centofanti; Gloria Cacciatore; Linda Braccia, Lorenzo Cacciatore; Mattia Lupi; Micaela Bellante; Michele Spadino; Miryam Parente, Riccardo Marzuoli, Samuele De Santis, Sofia Aielli; Sofia Valentini; Sofia Ferri; Sofì Prifti.. Un ringraziamento speciale va a Carlo Centofanti per le musiche eseguite dal vivo. Coordinamento artistico di Mirella Clemente, regia di Mario Fracassi.
Lo spettacolo è il risultato di un intenso percorso laboratoriale che ha trasformato il teatro in uno spazio di incontro, ascolto e crescita condivisa. Un’esperienza costruita attraverso esercizi, giochi teatrali, musica e movimento, con l’obiettivo di recuperare la spontaneità espressiva, sviluppare le capacità comunicative e favorire la socializzazione tra i partecipanti.
Il progetto, realizzato con gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “B. Spaventa”, rappresenta una preziosa opportunità formativa per le giovani generazioni. In un momento storico in cui il mondo della scuola affronta numerose difficoltà, il progetto “Oikos” riafferma il valore del laboratorio teatrale come strumento pedagogico, umano e culturale.
Alla base del percorso vi è il desiderio di stare insieme, raccontarsi più che mostrarsi, affrontare paure, conflitti e giudizi attraverso il lavoro collettivo. Con una metodologia che mira a rendere ogni allievo protagonista del proprio percorso, il regista Mario Fracassi e la coordinatrice Mirella Clemente hanno accompagnato i ragazzi in un viaggio artistico ed emotivo fatto di scoperte, fragilità, entusiasmi e crescita.
“Giulietta e Romeo” nasce così come un autentico lavoro di squadra, inserito in un progetto teatrale che da anni coinvolge attivamente i giovani nella costruzione della scena e della narrazione. Attraverso il teatro, i ragazzi hanno avuto la possibilità di vivere in prima persona emozioni, conflitti e relazioni, riconoscendosi nei personaggi e comprendendo più profondamente sé stessi e gli altri.
La messinscena propone una rilettura dell’opera di William Shakespeare che si allontana dalla sola dimensione romantica per interrogarsi sul valore civico, politico e sociale della tragedia. Al centro non vi è soltanto la storia d’amore tra i due protagonisti, ma il tema del vivere insieme in una comunità attraversata da odio, divisioni e violenza.
Portare in scena “Romeo e Giulietta” con un gruppo di adolescenti significa entrare nel cuore più inquieto della tragedia shakespeariana, evidenziando aspetti profondamente legati all’adolescenza e spesso meno esplorati. La lotta tra Montecchi e Capuleti diventa una guerra civile estenuante, rappresentata simbolicamente da un muro che richiama i tanti muri fisici e morali del nostro tempo, La morte travolge l’energia vitale dei due giovani protagonisti e restituisce al pubblico una riflessione lucida e amara: cosa accade quando una società smette di investire sul proprio futuro e lascia che le nuove generazioni si perdano nella violenza, nell’odio o nella solitudine?
Lo spettacolo non vuole attualizzare forzatamente Shakespeare, ma lasciare che la forza universale del testo chiami tutti in causa, ieri come oggi. Perché nessuna generazione dovrebbe mai essere sacrificata da quelle precedenti. Le parole di Shakespeare sono state mantenute nella loro intensità originale, attraversate e trasformate in azione scenica insieme ai ragazzi. Non sono state evitate le difficoltà linguistiche del testo, né la complessità dei suoi temi: dalla bellezza lirica delle scene d’amore all’ambiguità emotiva e sessuale, fino alla violenza verbale degli scontri tra bande, elementi che rendono ancora oggi “Romeo e Giulietta” un’opera viva, potente e necessaria.

