Pescara e Provincia Sport
15 Maggio 2026, 00:02
A Pescara c'è la Coppa Nazionale di Judo CSEN 2026
1.100 iscritti si sfidano al palazzetto Giovanni Paolo
Redazione
"Nel fine settimana, sabato 16 e domenica 17 maggio, Pescara ospiterà un appuntamento sportivo di grande rilievo nazionale: la Coppa Nazionale di Judo CSEN 2026, in programma al palazzetto dello sport “Giovanni Paolo II”, organizzata dal Settore Nazionale Judo CSEN, con il coinvolgimento del Comitato Abruzzo e del Comitato Provinciale di Roma. E' prevista la partecipazione di oltre 1.100 atleti (le iscrizioni sono tuttora aperte) di 150 società provenienti da tutta Italia.
Durante la manifestazione si svolgerà il Grand Prix FISPIC, dedicato agli atleti tesserati alla Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi: circa 40 atleti FISPIC prenderanno parte alla Coppa Nazionale nelle stesse categorie dei normodotati e la competizione sarà valida anche per il relativo Grand Prix". Oggi l'annuncio in conferenza stampa da parte del sindaco Carlo Masci, dell'assessore comunale allo Sport Patrizia Martelli, e di Ugo Salines, vicepresidente nazionale CSEN e presidente regionale CSEN Abruzzo, del maestro Giovanni Innamorati, coordinatore regionale CSEN Abruzzo Judo, con il maestro Agostino Toppi, coordinatore regionale CSEN Abruzzo arti marziali e sociale.
"La manifestazione", per i promotori dello Csen, "rappresenta un appuntamento di ampio respiro, capace di coniugare sport, formazione, inclusione e promozione del territorio.
Gli atleti, provenienti da numerose società sportive italiane, saranno impegnati in un programma articolato su due giornate di gara. Saranno coinvolte diverse fasce d’età e categorie, dai 6 ai 78 anni: e quindi dai più giovani, protagonisti del Grand Prix Giovanile riservato alle classi Fanciulli e Ragazzi, fino agli atleti delle categorie Esordienti, Cadetti, Juniores, Seniores e Master. Il regolamento prevede incontri organizzati per classi, cinture e categorie di peso, con l’obiettivo di garantire competizioni equilibrate e adeguate al livello tecnico degli atleti. Un elemento particolarmente significativo dell’edizione 2026, poi, è la presenza del Grand Prix FISPIC che conferisce alla manifestazione un valore che va oltre il risultato sportivo: il judo si conferma disciplina capace di abbattere barriere, favorire integrazione reale e mettere al centro la persona, l’impegno e il rispetto reciproco. La Coppa Nazionale rappresenta quindi non soltanto una gara, ma un momento di crescita collettiva. Sul tatami si incontreranno bambini, ragazzi, giovani agonisti, senior, master e atleti con disabilità visiva, in un contesto che valorizza la disciplina, la correttezza, la preparazione tecnica e il confronto leale.
La presenza di arbitri CSEN e FIJLKAM garantirà il regolare svolgimento degli incontri, mentre la struttura organizzativa sarà chiamata a gestire un afflusso importante di atleti, tecnici, accompagnatori, famiglie e società sportive".
L'appuntamento sportivo si inserisce inoltre in un percorso di sensibilizzazione più ampio. Nel materiale ufficiale dell’evento è presente anche un richiamo alla sostenibilità e all’uso responsabile dell’acqua, attraverso il messaggio: “Usa l’acqua con responsabilità: meno sprechi, più rispetto per il pianeta”". Sarà presente, e questo è motivo di orgoglio per gli organizzatori, il direttore gara più giovane d'Europa, Rolando Innamorati, pescarese, di 22 anni.
"Attraverso lo sport Pescara accoglie ancora una volta moltissime persone da tutta Italia", ha fatto notare Masci. "E ancora una volta lo sport unisce, senza fare differenze, permettendo a tutti di misurarsi", ha proseguito. "Andiamo incontro a un evento nazionale inclusivo, dopo altri appuntamenti sempre di livello nazionale dedicati alla danza e al karate che hanno scelto la nostra città come location", ha fatto notare Martelli sottolineando il ruolo di Pescara "come luogo di incontro". "Con questa manifestazione", ha concluso Innamorati, "vogliamo far capire, tra l'altro, che lo sport non è violenza, anche nelle discipline da combattimento, e che nello sport non c'è diversità rispetto alle persone con disabilità".

