Scanno Eventi
11 Maggio 2026, 00:02
A Biella il Costume delle donne di Scanno
Nel Terzo Paradiso di Pistoletto diventa ricerca contemporanea
Redazione
Il prossimo venerdì 15 maggio a Biella nella “Cittadellarte”, Fondazione Pistoletto, verrà inaugurata la 28° edizione di “Arte al Centro", la rassegna annuale di arte e trasformazione sociale responsabile. È all’interno dell'ottocentesco Lanificio Trombetta, riconvertito in ampi e luminosi spazi che ospitano la più grande esposizione di opere di Michelangelo Pistoletto, pittore e scultore, e un poliedrico spazio culturale di Arte, Educazione, Ecologia, Economia, Politica, Spiritualità, Produzione, Lavoro, Comunicazione, Architettura, Moda e Nutrimento. La Fondazione organizza mostre, convegni, eventi speciali, showroom temporanei, workshop e laboratori multimediali, il tutto all'insegna della sperimentazione a tutto campo.
Negli spazi espositivi viene presentato un progetto triennale dal titolo”Dans les plis - nelle pieghe”, che ha come elemento centrale il Costume delle donne di Scanno. Il progetto rilancia quel filo storico della lana che unisce l’Abruzzo e il Piemonte. L’Aquila, infatti, fu uno dei principali centri lanieri dell’Italia centro-meridionale e Scanno tra i principali centri produttori di lana greggia, destinata non solo al mercato abruzzese.
L’ideatrice del progetto è Serena Tarquini Pomilio, Ambasciatrice del Terzo Paradiso e socia onoraria della Fondazione F.A.S.T.I. che vede nella plissettatura, valente elemento sartoriale nel Costume muliebre delle scannesi, che le stesse filavano la lana, la tessevano, tingevano il panno, e plissettavano la gonna.
Il Costume viene messo in mostra nel cerchio centrale del Terzo Paradiso di Pistoletto con i suoi accessori e gioielli, mentre attorno ci saranno foto storiche di importanti fotografi che lo hanno raffigurato nel tempo, dalla collezione di Franco e Serena Tarquini Pomilio. Nel cerchio a destra due video raccontano la storia del plissé dall’antichità fino a oggi. Nel cerchio a sinistra saranno esposte nuove forme del costume di Scanno che i docenti e gli studenti dell’Accademia Unidee del Corso di Moda sostenibile hanno realizzato, ritenendolo un patrimonio vivo, capace di generare nuove forme di pensiero e produzione. Hanno operato a più livelli, partendo dalla rilevazione del cartamodello originale dell’abito, al fine di comprenderne la logica costruttiva, per giungere alla realizzazione di una capsule collection contemporanea capace di mantenerne l’anima autentica.
La stilista Liliana Spacone (nella foto) dal 2 al 9 luglio del 2022 presentò nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli la mostra M.U.S.T (Mostra Unica Senza Tempo), in cui espose il costume delle donne di Scanno in forme e panni innovativi, ma senza distaccarsi dalla sua origine. Ogni parte del costume, dalle pieghe della gonna ai merletti del corpetto, venne riproposta in moderne interpretazioni, dando valore all’oreficeria e al tombolo. Gli abiti mostrarono che pur mutando i materiali e la lavorazione, l’antico e moderno si potessero coniugare in forme e contenuti in un abbigliamento “senza tempo”.
«L’abito tradizionale - ci disse allora Liliana - può rivivere solo attraverso la scomposizione. Nel 2016 ho riprodotto un abito in dem, è meraviglioso, si prestava bene con qualcosa di sportivo e pure con qualcosa di elegante. L’ho fatto indossare l’anno scorso nella mia mostra di Tee-Tredici, quindi l’interesse c’è, però la pesantezza non è possibile riprodurla. Il messaggio che voglio dare al paese è che noi dobbiamo cercare di rendere il patrimonio delle donne di Scanno vivo. L’abito tradizionale non deve essere considerato qualcosa di morto. Togliendo alcuni elementi si possono ricreare nuovi abiti»
Per quanto riguarda la piega/plissé Il direttore Naldini così la spiega: «la piega diventa una “pratica di svolta”, diffusa in natura quasi come una legge naturale per un’evoluzione che muta senza recidere. Le montagne si formano per compressione lenta, piegando strati di materia fino a generare paesaggi. Nel corpo vivente, una lunga catena invisibile, il DNA, si ripiega in una struttura tridimensionale capace di organizzare la vita. Anche in fisica, in economia e nei sistemi complessi, le strutture più stabili non sono quelle rigide, ma quelle capaci di distribuire le tensioni, di assorbire gli shock, di riorganizzarsi senza collassare. La stabilità nasce da un equilibrio dinamico, non dall’immobilità. A questo punto possiamo pensare il passaggio dal tessuto al tessuto sociale: anche una società è fatta di punti — persone, gruppi, istituzioni, territori — collegati da linee di relazione, di fiducia, di scambio, di responsabilità. Come in un tessuto, la capacità di costruire struttura non è tanto fondata sulla rottura, quanto sulla flessibilità, sulla capacità di svoltare e cambiare direzione senza rinnegare il percorso, anzi: il passato diventa basamento strutturale per sostenere un futuro anche diverso. La piega, dunque, è assunta come paradigma di una ri-evoluzione dolce, radicale in quanto radicata, che non spezza, ma continua nel cambiamento».
Oggi, specializzata nella plissettatura a livello nazionale e internazionale, è la ditta “Omniapiega” di Carate Brianza.
La curatrice di Dans les plis afferma: “Il progetto triennale ispirato all’abito di Scanno ma che coinvolgerà anche l’arte contemporanea internazionale è un invito a guardare dentro le pieghe della realtà. A sostare nei dettagli, nelle stratificazioni, nelle zone meno evidenti. Perché è lì, in ciò che si ripiega e si nasconde, che si produce il senso. E forse una nuova forma di armonia”.
La mostra è la prima attività di un percorso triennale sul tema della piega, come elemento trasversale tra culture e discipline (dalla moda all’arte contemporanea), trasformandola in metafora di cambiamento e nuovi modelli di pensiero contemporanei.
Nella prossima estate è prevista a Scanno una sfilata-performance della collezione realizzata da studenti e docenti dell’Accademia Unidee del Corso di Moda sostenibile




