Italia Editoria
30 Aprile 2026, 00:02
La "Giornata in memoria dei giornalisti uccisi" è legge
U.S. Fnsi
L'aula del Senato ha approvato all'unanimità, mercoledì 29 aprile 2026, il disegno di legge che istituisce la Giornata in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. La ricorrenza cadrà ogni anno il 3 maggio, in coincidenza con la Giornata mondiale della libertà di stampa.
«Ringraziamo il Parlamento per aver istituito la Giornata in ricordo dei giornalisti morti a causa dello svolgimento del loro lavoro.
La Fnsi li onora e li ricorda in ogni momento», rileva Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.
«Ma vorrei ricordare al Parlamento – incalza Costante – che i giornalisti vivi attendono da anni un provvedimento su equo compenso dovendo fare i conti con un precariato selvaggio e redditi al di sotto della soglia della povertà; e da anni, tra le altre cose, attendono la cancellazione del carcere per le querele per diffamazione e una norma contro le querele temerarie, bavaglio alla libertà di stampa».
Per il presidente Fnsi, Vittorio di Trapani, è «giusto celebrare chi ha donato la vita per il diritto dei cittadini a essere informati. Ma la scelta della data è un errore», perché «in questo modo il messaggio che passa è che in Italia la libertà di stampa da onorare è quella dei giornalisti uccisi. E invece quella rivendicata dai giornalisti vivi la imbavagliamo». Da qui l'augurio che vi siano «la stessa celerità e la stessa ampia maggioranza parlamentare», ad esempio, per recepire il Media Freedom Act o introdurre l'aggravante per i reati contro gli operatori dell'informazione.
La legge prevede, fra le altre cose, che lo Stato, le Regioni e gli enti locali promuovano iniziative di sensibilizzazione coinvolgendo scuole, Università, associazioni di settore e l'Ordine professionale per ricordare e onorare i cronisti uccisi per lo svolgimento del loro lavoro e che il servizio pubblico dedichi spazi al racconto delle storie dei giornalisti caduti.
Il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio pubblicherà i loro nomi sul proprio sito istituzionale. (mf)

